Come coltivare il lampone

Il lampone è un arbusto da frutto appartenente alla famiglia delle Rosacee (Rosacea) del genere Rubus.

Spontaneo in tutta Europa, vive ai margini dei boschi di latifoglie e conifere o in radure, trovando le condizioni migliori tra i 700 ed i 1400 m s.l.m.

In Italia lo si può trovare spontaneo nelle regioni del nord e del centro della penisola mentre è molto più raro al sud.

La maggior parte dei lamponi coltivati discendono da specie europee, ma ve ne sono anche provenienti dall’Asia minore e dal nord America.

La prima testimonianza della coltivazione del lampone risale al primo secolo dopo Cristo: Plino il vecchio descrisse coltivazioni di questo frutto in Grecia sulle pendici del monte Ida.

Descrizione della pianta

Ha portamento più o meno eretto, spesso strisciante, la parte aerea è formata da polloni (rami) biennali che si sviluppano direttamente dalle radici, evidenziando un continuo rinnovo della vegetazione che tende a colonizzare tutto lo spazio disponibile in modo vigoroso.

L’apparato radicale è costituito da radici principali rizomatose, a fittone, e da un apparato secondario (circa il 70%) costituito da radici sottili e fibrose che nella maggior parte dei casi risiedono nei primi 25-30 cm di suolo.

Nei lamponi si possono trovare due tipi di germogli: quelli radicali che sviluppano direttamente sulla radice la cui crescita, soprattutto in giovani piante, incomincia a gennaio sotto terra per poi emergere a marzo; e quelli basali che si sviluppano alla base dei rami fruttiferi. Da entrambi i tipi di germogli si svilupperanno nuovi rami (polloni) che possono raggiungere fino a 2 metri di altezza.

Le foglie sono lanceolate con margine seghettato e di buone dimensioni, i fiori si presentano in grappoli e sono formati da 5 sepali verdi triangolari e 5 petali bianchi. All’interno del ricettacolo (parte centrale del fiore) si svilupperanno le drupeole, le piccole sfere che formeranno il frutto composto.

Esistono due varietà principali di lamponi e si distinguono per il numero delle fioriture: possiamo trovare il lampone unifero (che fa solo una fioritura all’anno sui rami dell’anno precedente) ed il lampone rifiorente o bifero (che fa due fioriture all’anno, sia sul ramo dell’anno precedente sia su un nuovo ramo); entrambe le varietà fruttificano tra giugno e luglio, ma solo quelle rifiorenti hanno una seconda fruttificazione tra settembre ed ottobre.

Terreno ideale

pianta di lamponi

Questa pianta predilige suoli ricchi di sostanza organica, privi di calcare, anche mediamente argillosi ma non compatti,  dove la radice può crescere senza limitazioni. Il pH ideale è di 6,5.

Clima

Sopporta bene i freddi invernali, e può essere coltivato anche sopra i mille metri di altitudine; questa pianta ha un fabbisogno in freddo, ossia deve essere esposta mediamente a 1000 ore di temperature inferiori a 7°C all’anno. Germogliando e fiorendo piuttosto tardi, difficilmente viene danneggiata da ritorni di freddo e le gelate tardive. Sopporta bene i caldi estivi se adeguatamente irrigata.

Avvicendamento e concimazione

I lamponi non devono essere messi a dimora su terreni che nella stagione precedente sono stati coltivati con fragole, rovi (lamponi, more) e solanacee per evitare la trasmissione di patogeni comuni (virosi e funghi), nel caso non si potesse fare a meno, la pratica migliore è una rotazione di almeno due anni con sovesci o altre colture prima dell’impianto. È consigliata un’aratura di circa 30-40 cm ed un apporto di sostanza organica (compost o letame bovino maturo) di circa 4-5 quintali ogni 100mq.

Periodo di impianto

Il trapianto deve essere fatto quando la pianta è in riposo vegetativo: da novembre a marzo se le piante sono a radice nuda (senza panetto di terra o se si propagano i polloni tolti da altre piante), mentre se le piante sono in vaso ci si può spingere fino a maggio poiché le piante radicate subiranno minor stress da trapianto.

Sesto di impianto

Il sesto di impianto è mediamente di 60-70 cm tra le piante e di 2,5-3 m tra le file. Bisogna predisporre pali di sostegno ogni 5 metri su cui posizionare almeno due cavi il primo a circa un metro dal basso e l’altro a circa 1,60m su cui si legheranno i polloni ma mano che crescono. Si può decidere anche di lasciare crescere la pianta liberamente senza sostegni ma ricordando che tenderà a ripiegare i rami e quindi in caso di clima avverso si possono riscontrare più problemi, oltre che avere una raccolta meno comoda.

Pacciamatura

La pacciamatura è ottimale con paglia o cippato di legno stagionato, si possono utilizzare anche teli biodegradabili a cui si faranno fori di almeno 20cm. In generale bisogna tener presente che gli apporti di sostanza organica successivi all’impianto si faranno spargendola sulla fila, quindi la pacciamatura deve potersi scostare; questo potrebbe aiutare a risolvere anche altre problematiche che verranno affrontate in seguito.

Irrigazione

Si consiglia l’irrigazione a goccia, sia per evitare spreco di acqua sia per limitare eventuali patogeni; più in generale è sconsigliabile l’irrigazione a pioggia perché fioritura e frutti, molto delicati, sono soggetti facilmente a muffe e marciumi. Le irrigazioni devono essere frequenti nel periodo estivo.

Potatura del lampone

coltivazione lamponi frutti di bosco

Per quel che riguarda la potatura, nelle piante unifere (con una sola fioritura) va eseguita tagliando completamente, a raso terra, i rami che hanno fruttificato l’anno precedente. Si può fare subito dopo la raccolta o nell’inverno, e sfoltendo i nuovi polloni (rami giovani) lasciandone circa 8-12 a metro quadro in primavera.

Per le piante bifere (due fioriture) si dovranno fare due potature, una in inverno, accorciando la parte apicale dei rami che hanno fruttificato nell’anno e che rifruttificheranno a primavera successiva, di 15-20 cm, l’altra consiste in un diradamento primaverile dei nuovi polloni lasciandone in questo caso circa 12-15 a metro lineare.

Raccolta, conservazione, utilizzo

La raccolta deve essere fatta giornalmente o ogni due giorni poiché il frutto è facilmente deperibile e molto delicato; bisogna prediligere ore fresche della giornata. Un frutto maturo si stacca facilmente dal peduncolo mentre i frutti acerbi opporranno resistenza. Considerata la rapida degradazione delle proprietà organolettiche del frutto è consigliabile consumarlo in pochi giorni e deve essere conservato in frigo. Il lampone si presta anche a trasformazioni come confetture e gelatine, o in alternativa i frutti interi possono essere conservati sotto alcool o sciroppo.

Principali avversità

Insetti:

  • Cecidomia del lampone (Lasioptera rubi)
  • Antonomo dei fiori (Anthonomus rubi)
  • Verme dei frutti (Byturus tomentosus)
  • Moscerino dei piccoli frutti (Drosophila suzukii)
  • Afidi (genere Amphorophora)
  • Acari

Funghi:

  • Cancro del fusto (Didymella applanata)
  • Antracnosi (Elsinoe veneta)
  • Verticillosi (Verticillum dahliae)
  • Oidio, mal bianco (Sphaerotheca hulmi)
  • Botrite. Muffa grigia (Botrytis cinerea)

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