5 buoni motivi per coltivare e autoprodurre funghi a casa

Chi coltiva un fungo, coltiva un amico.

Potrà sembrare eccessivo, eppure questi organismi sono i nostri più fedeli compagni di vita.

Come modesti servitori, crescono e svolgono le loro indispensabili funzioni nell’ombra e solo all’occhio più attento e curioso rivelano i loro segreti.

I funghi possono nutrirci e mantenerci in buona salute fisica e mentale e sono in grado di creare, arricchire, proteggere e persino decontaminare il suolo: l’elenco dei vantaggi per chi avvia una produzione, è davvero lungo, che sia a livello domestico o su più larga scala.

Cosa sono esattamente i funghi

I funghi sono organismi che si presentano in forme e dimensioni molto diverse tra loro: alcuni sono minuscoli e unicellulari, come i lieviti, altri, invece, possono crescere fino a formare masse grandi diversi ettari.

Si stima che vi siano oltre 3 milioni di specie al mondo, di cui solo 700.00 sono conosciute.

Tra le caratteristiche che li accomunano, troviamo, ad esempio, la modalità di nutrirsi: i funghi sono eterotrofi, dipendono cioè dall’esterno per alimentarsi, come gli animali.

A differenza di questi ultimi però, che hanno organi interni predisposti alla digestione, i funghi espletano l’intero processo di metabolizzazione al di fuori, rilasciando acidi ed enzimi e assorbendone poi i nutrimenti (minerali, zuccheri, amminoacidi e peptidi per lo più) attraverso i tessuti.

A seconda delle esigenze nutritive, i funghi si classificano in parassiti, simbionti e saprotrofi.

I funghi parassiti crescono a discapito dell’organismo in cui entrano e dal quale si nutrono.

Si tratta in genere di soggetti già deboli, come nel caso di piante potate in malo modo o decorticate.

I funghi simbionti creano invece un legame di mutuo sostentamento con altri organismi, in primis le piante.

I rapporti stretti che si creano tra il micelio dei funghi e le radici di una pianta si chiamano micorrize: ciò che avviene è uno scambio di nutrienti e di informazioni che riguarda il 95% del regno vegetale.

I funghi saprotrofi, infine, sono i decompositori della materia organica che proprio grazie a questo processo, torna ad essere biodisponibile per le piante.

È questa caratteristica a rendere i saprotrofi gli unici funghi a poter essere coltivati con successo (nota a parte per i tartufi tuber sl che sono simbionti e richiedono un procedimento a sé di inoculazione delle piante in laboratorio). A seconda delle specie, i saprotrofi prediligono substrati diversi e si dividono in ulteriori due gruppi: i primari che si nutrono di cellulosa, emicellulosa e lignina (legno, paglia, …); i secondari che invece preferiscono substrati già parzialmente decomposti (compost, letame, …).

Alcune specie, come il pleurotus, sono talmente poco esigenti in termini di substrato, che riescono a crescere sui materiali più svariati e impensabili.

La facilità di coltivazione, la possibilità di integrare la propria dieta con un alimento di pregio ad un costo contenuto, nonché di migliorare la qualità dei terreni, utilizzando, magari, alcuni scarti casalinghi (potature di piante, cartone, scarti alimentari, fondi di caffè, …) sono alla base del crescente interesse popolare verso i funghi.

funghi biologici fatti in casa

Vediamo da vicino i 5 buoni motivi per cui vale la pena coltivare funghi in casa:

I funghi sono buoni e la maggior fonte non-animale di UMAMI, il quinto elemento del gusto

Quando pensiamo ad un cibo saporito, che soddisfa e invoglia, probabilmente non pensiamo subito ad un fungo, questo perché siamo abituati a consumare principalmente champignon e solo raramente specie più gustose (di solito raccolte nel bosco).

Avviando una propria produzione, invece, è possibile scegliere quali varietà coltivare, garantendosi una gamma di sapori, forme e consistenze da far invidia anche al ristorante più ricercato e senza doversi preoccupare di aver colto un fungo tossico!

La specie più semplice con cui iniziare è il Pleurotus (conosciuto anche come gelone), poiché cresce su tantissimi tipi di substrati ed è particolarmente veloce nello sviluppo.

Il bonus? Non esiste solo nella variante grigio-argento più comune, ma anche in blu, giallo limone e persino… rosa!

Una delizia anche per gli occhi, oltre che per il palato.

Si può passare poi agli shiitake (Lentinula edodes), molto utilizzati nella cucina asiatica e macrobiotica.

Dalle ottime proprietà organolettiche e salutari, crescono bene sia su tronchi lasciati all’aperto in zone ombreggiate, che in casa su substrato legnoso.

Una volta presa confidenza con queste specie, si apre un mondo: Hericium erinaceus, Stropharia rugosoannulata, Flammulina velutipes (funghi spaghetti!), Agrocybe aegerita (pioppino), sono solo alcuni dei più interessanti.

coltivare funghi da mangiare

I funghi fanno bene alla salute

Come già accennato sopra, i funghi sono ottimi alleati della salute grazie alle loro innumerevoli proprietà: sono prebiotici, detossificanti, immunostimolanti, adattogeni, antivirali, antitumorali, antinfiammatori, protettori del sistema cardiocircolatorio e si potrebbe continuare.

Ricchissimi di vitamine del gruppo B (tiamina, riboflavina, niacina, acido pantotenico e acido folico), di vitamina C e dell’unica fonte non animale di cianocobalamina, utilissima in casi di carenza di vitamina B12, ad esempio, in soggetti anemici o che seguono una dieta vegana.

Contengono inoltre notevoli quantità di minerali che nei funghi sono spesso presenti in forma direttamente biodisponibile per il nostro corpo.

…e poi ancora il germanio, che ha dimostrate proprietà di miglioramento dell’ossigenazione dei tessuti, nonché antinfiammatorie e protettive;

o il selenio, che assieme alla Vitamina E contrasta i radicali liberi e l’invecchiamento.

Infine, i funghi contengono proteine qualitativamente comparabili alla carne, contenendo tutti i 9 amminoacidi essenziali e, per contro, pochissimi grassi. Un vero superfood!

Coltivare funghi in casa equivale insomma a prendersi cura di sé e del proprio benessere in prima persona.

I funghi sono ottimi alleati in giardino e nell’orto

Il bosco non è l’unico ambiente in cui i funghi prosperano e svolgono le loro funzioni di “riciclatori primari” anche se la loro presenza nei luoghi più incontaminati, secondo alcune statistiche, si aggira sul 90% della biomassa, percentuale che scende al 50% o meno nei terreni coltivati con metodi di agricoltura convenzionale.

Buona parte di questi funghi vivono completamente sottoterra, dove formano una rete di filamenti chiamata micelio e svolgono la loro vitale funzione di riequilibrio e rigenerazione dell’ecosistema.

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Le foreste non esisterebbero senza di loro.

I funghi lavorano con le piante in diversi modi, ad esempio mettendole in comunicazione attraverso speciali connessioni con le loro radici, le già menzionate micorrize.

Il 95% delle piante terrestri giova di questo legame in termini di protezione, nutrimento e “stoccaggio” di carbonio.

Si può facilmente intuire il vantaggio di lavorare con i funghi, anziché contro, anche in agricoltura.

I funghi possono crescere in spazi che sarebbero altrimenti poco o per nulla utilizzati perché ombreggiati, ma la vera rivoluzione sta nel coltivarli direttamente nell’orto, in particolare con il metodo delle “micopacciamature”.

Questo significa che il materiale utilizzato per pacciamare, paglia o cippato ad esempio, viene inoculato con del micelio che, scindendo le molecole organiche complesse, le rende disponibili alle piante limitrofe. Questo processo permette alle orticole di immagazzinare a lungo termine acqua e nutrienti e al terreno di migliorare la sua struttura (utile in suoli argillosi) e incrementare la fertilità.

La Stropharia rugosoannulata svolge anche la funzione di controllo dei parassiti e dei nematodi, da cui assorbe nutrienti come fosforo e azoto.

Le piante “ringrazieranno” i funghi con la loro crescita, fornendogli l’ombra e l’umidità necessaria a fruttificare.

I funghi sono l’alimento a minor impatto ambientale del mondo

Dalle prime fasi di coltivazione fino al raccolto, i funghi sono i paladini della sostenibilità in campo alimentare.

L’utilizzo di scarti di altre produzioni alimentari e agricole come substrato di crescita, la bassa necessità d’acqua ed energia in rapporto alla produttività, il ridotto consumo di suolo e le minime emissioni di CO2, sono i fattori principali di questo onorevole titolo.

La cosa sorprendente è il loro ruolo attivo nella protezione dell’ambiente: i funghi vengono utilizzati anche per decontaminare efficacemente acqua e suolo per la capacità di scindere molecole complesse come quelle dei derivati del petrolio o degli olii minerali e vegetali.

Alcuni funghi vengono anche utilizzati come bioaccumulatori di metalli pesanti (questo è il motivo per cui si consiglia di prestare attenzione a dove vengono raccolti) e sono stati persino usati con successo come agenti antimicrobici (es. e. coli) e antivirali!

crescere funghi

Coltivare funghi è facile, divertente e lungimirante

C’è chi si avvicina ai funghi per simpatia, magari alimentata da piacevoli ricordi di passeggiate nei boschi, chi per puro caso, chi ancora perché è alla ricerca di una coltura alternativa e potrei continuare…

Qualunque sia la motivazione, il risultato è quasi sempre lo stesso: una nuova passione per la relazione con questi meravigliosi organismi, così spesso sconosciuti e sottovalutati!

Che si utilizzi un kit già pronto o ci si avventuri lungo la strada dell’autoproduzione completa, il fascino è garantito e l’apprendimento continuo.

Ostacoli come le contaminazioni capiteranno spesso, a volte la crescita sarà più lenta, ma con costanza e curiosità il successo è assicurato. Coltivare funghi richiede un investimento minimo in termini di strumenti e costi per iniziare, ma è importante apprendere alcune nozioni e tecniche di base.

È molto probabile che si finisca a voler approfondire ulteriormente, a crearsi un piccolo laboratorio e ad aumentare la produzione.

In questo caso un investimento più consistente diventa necessario, ma il ritorno può essere davvero importante, soprattutto se si intendono esplorare le nuove frontiere della micologia.

Queste spaziano, come già accennato, dal campo alimentare (es. alimenti innovativi come le micoproteine), a quello medicinale, ambientale, cosmetico, tecnologico, persino artigianale e artistico.

L’intera industria legata ai funghi sta vedendo un incremento esponenziale che continuerà sicuramente negli anni, trasformando completamente alcuni settori e arricchendone altri: i pionieri in questo settore non potranno che trarne vantaggio.

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