Come coltivare peperoni in vaso: tecniche e consigli

Nell’orto in vaso la coltivazione del peperone può regalare grande soddisfazione al coltivatore, per i parecchi frutti che una singola pianta è in grado di sviluppare nel corso dell’estate.

Oltre all’appagamento per l’autoproduzione di gustosi peperoni, chi proverà a coltivare questa pianta sul proprio orto balcone, abbellirà l’intero terrazzo, donando colori vivi e intensi, entusiasmanti da vedere, tipici dei frutti che sviluppa la pianta di peperone.

Ne esistono infatti moltissime varietà, che principalmente si differenziano per colore, per forma del frutto, o per piccantezza del frutto.

I peperoni, raggiunta la completa maturazione, possono essere di svariati colori, da rosso accesso, arancione, giallo intenso, a verde. Anche per quanto riguarda la forma del frutto ne possiamo trovare di diverse geometrie: quadrato, tondo, allungato, o a cornetto.

La piccantezza invece, classica dei peperoni più piccoli, chiamati quindi comunemente peperoncini, è dovuta a una sostanza chiamata capsaicina, responsabile della stimolazione di recettori situati sulla lingua che ci fanno provare la forte sensazione di bruciore.

Il peperone, originario del Sud America, venne introdotto in Europa dagli Spagnoli, quando Cristoforo Colombo tornò dal suo primo viaggio in America.

Il nome scientifico di peperoni e peperoncini è Capsicum, poiché entrambi appartengono alla stessa specie, e appartengono alla famiglia delle Solanacee.

Anche se la coltivazione per produrre varietà dolci e varietà piccanti è molto simile, viste le comuni esigenze delle orticole appartenenti a questa famiglia, in questo articolo ci concentreremo sulla coltivazione del peperone dolce in vaso, dedicando un altro articolo specifico per la coltivazione dei peperoncini.

Periodo di coltivazione, esposizione solare e semina

La temperatura ideale per la coltivazione del peperone è compresa tra i 20 e i 30 °C. La pianta non resiste se esposta a temperature inferiori ai 12 – 15 °C, o, se esposta a temperature superiori ai 30 – 33 °C, può accusare dei ritardi nella crescita o scottature sui frutti.

A seconda della regione in cui vivete, potete trapiantare le piante di peperone nel vaso definitivo a partire dai mesi di aprile – maggio, quando sono scongiurate temperature esterne relativamente basse, capaci di infastidire le giovani piantine di peperone.

Il vaso di coltivazione dovrà essere esposto a pieno sole, disponendo quindi, di un terrazzo con esposizione solare a sud. La coltivazione del peperone in vaso è possibile anche su terrazzi o balconi con parziale esposizione solare, avendo però lo svantaggio che la pianta impiegherà più settimane per portare a maturazione i frutti.

Per balconi esposti a nord, o particolarmente ombreggiati, la coltivazione del peperone è sconsigliata.

Per i coltivatori più esperti, o per chi volesse iniziare a coltivare le proprie piantine da seme, il periodo indicato per la preparazione dei vasetti di semina è marzo – aprile, ottenendo, così, piante di peperone alte circa 15 cm dopo due mesi, momento in cui si potranno trasferire nel vaso definitivo.

Tutto quello che vi servirà saranno dei vasi di plastica da 8 – 10 cm di diametro, da riutilizzare anno dopo anno, o vasi monouso biodegradabili  , composti da torba, utili per evitare alle radici delle giovani piante di peperone potenziali pericoli di rottura durante le operazioni di trapianto.

I vasi andranno riempiti quasi completamente di buon terriccio da orto  , adagiando due semi all’interno di ogni vaso, che verranno poi ricoperti da un altro centimetro di terra. A questo punto si potrà comprimere delicatamente il substrato all’interno dei vasi, posizionarli in semenzaio protetto e mantenere il terriccio umido fino alla comparsa dei germogli.

Dopo circa 10 giorni da quando sono nate le piantine, potrete provvedere al diradamento dei germogli in eccesso, lasciando una sola pianta per vaso.

Le piante da prediligere verranno scelte valutando vigorosità, sviluppo e forma corretta.

Le piante in eccesso, se avrete la delicatezza necessaria e la fortuna di estirparle senza spezzare le esili radici, potrete ripiantarle in vasi simili a quelli utilizzati in precedenza per la semina, trovandosi quindi a disposizione un numero maggiore di piante di peperone, da coltivare o da regalare.

Per chi volesse seminare i peperoni seguendo l’influsso lunare, la fase indicata è quella crescente, come riportato per la maggior parte degli ortaggi da fiore.

Il vaso adeguato, terriccio e sesto d’impianto

Il peperone, proprio come pomodoro e melanzana, necessita di un contenitore di medie o grandi dimensioni, a seconda del numero di piante che vogliamo coltivare all’interno dello stesso vaso.

Una singola pianta può essere ospitata da un contenitore di minimo 30 cm di diametro, misura da rispettare anche per quanto riguarda l’altezza minima del vaso.

Nel caso si volesse coltivare un numero maggiore di piante di peperone, come per i pomodori, si può utilizzare un vaso lungo un metro e alto 40 o 50 cm. All’interno di questo voluminoso contenitore si possono coltivare tre piante di peperone, posizionandone due vicino ai bordi di destra e di sinistra, e la terza piantina al centro.

Durante la preparazione del vaso di coltivazione, si potrà adagiare sul fondo uno strato di 3 – 4 cm di argilla espansa  che farà da barriera alle radici, non permettendogli di arrivare sul fondo del contenitore, dove potrebbe esserci dell’acqua stagnante raccolta dal sottovaso.

Se invece i vasi di coltivazione verranno posizionati in cortile, o su un terrazzo che dispone di grondaia raccogli acqua, non è necessario utilizzare i sottovasi e, di conseguenza, non servirà neanche lo strato isolante di argilla espansa.

A ogni irrigazione, l’acqua in eccesso, che il substrato non è in grado di trattenere, defluirà autonomamente dal contenitore, evitando di creare ristagni idrici pericolosi per l’apparato radicale dei peperoni.

Anche per la scelta del materiale di cui è composto il vaso bisogna tenere in considerazione alcuni aspetti fondamentali: terrazzi o poggioli con colonne portanti alle estremità non avranno difficoltà a sostenere grossi vasi di cemento o altri materiali pesanti mentre, per chi dispone di piccoli poggioli, meglio optare per contenitori più leggeri e posizionare i vasi a ridosso del muro della casa.

Il sesto d’impianto adeguato per la coltivazione dei peperoni in vaso è di 45 – 50 cm, da mantenere tra una pianta e l’altra.

Coltivando singole piante all’interno di contenitori del diametro o lunghezza di 30 cm, la misura minima tra due piante andrà garantita separando i vasi di 15 cm circa.

Tali accorgimenti saranno essenziali per la corretta coltivazione del peperone, molto esigente in quanto a irraggiamento solare.

peperoni terrazzo

Concimazione e irrigazione

Durante la preparazione del vaso di coltivazione del peperone, insieme al terriccio specifico da orto, è opportuno incorporare del concime naturale.

Tra gli ammendanti più utilizzati, si può miscelare all’interno del vaso del letame maturo, o alcune manciate di stallatico essiccato . Questi concimi miglioreranno le proprietà e le caratteristiche chimiche, fisiche e biologiche del substrato di coltivazione, apportando alle piante di peperone tutti gli elementi essenziali per il corretto sviluppo di pianta e frutti.

La quantità di concime da incorporare al terriccio di coltivazione, dovrà essere proporzionata alla capienza del contenitore utilizzato.

Al contempo, oltre ad un’adeguata concimazione, la pianta di peperone è altrettanto pretenziosa in quanto ad assorbimento idrico.

Mantenere il terriccio umido, senza creare mai pericolosi compattamenti, aiuterà la pianta coltivata a una costante crescita, una corretta allegagione dei fiori, e anche i frutti, che contengono oltre il 90% d’acqua, saranno stimolati ad un accrescimento continuo e regolare.

Durante le calde estati, che abitualmente caratterizzano la maggior parte delle regioni italiane, i peperoni coltivati in vaso vanno annaffiati regolarmente, giorno dopo giorno.

L’orario migliore, per effettuare questa semplice ma vitale operazione, è al mattino presto o alla sera dopo il tramonto del sole, momenti in cui l’acqua all’interno del contenitore avrà maggior tempo per essere assorbita dalle radici senza evaporare velocemente per opera del sole diretto e del caldo diurno.

Per chi avesse a disposizione un rubinetto dell’acqua vicino al proprio orto balcone, può creare un impianto d’irrigazione automatico, composto da centralina programmabile , e apposito tubo gocciolante , col quale irrigare l’intero orto in vaso.

Tale impianto vi tornerà molto comodo anche in caso voleste trascorrere qualche giorno fuori casa, partendo automaticamente e per il lasso di tempo precedentemente impostato.

Sostegni per le piante di peperone

I peperoni coltivati in vaso necessitano di tutori che aiuteranno la pianta, durante l’intero ciclo colturale, a mantenersi eretta e a prevenire pericolose flessioni in presenza di forti venti. Tali tutori, inoltre, svolgeranno l’essenziale compito di sorreggere fusto principale e rami secondari, caricati dal peso dei grossi frutti che si svilupperanno contemporaneamente sulla pianta.

Come tutori, potete utilizzare delle classiche canne di bambù, lunghe all’incirca poco più di due metri, che potete comodamente reperire nei negozi specializzati, oppure anche su internet .

Per ogni pianta di peperone servirà un tutore, che andrà infilato nel terreno all’interno del vaso, a pochi centimetri della pianta, facendo particolare attenzione a non rompere le giovani radici.

In caso di forti venti, capaci di piegare i sostegni, questi andranno fissati a una ringhiera con dello spago, in modo da garantire al tutore una posizione verticale, assicurando alla pianta maggiore stabilità.

peperoni in vaso

Mantenimento: potatura e sfemminellatura del peperone

Come per altre piante orticole appartenenti alla famiglia delle Solanacee, anche il peperone necessita di alcuni interventi di mantenimento, basati principalmente sullo sfoltimento della pianta.

Tali operazioni di potatura garantiranno alla pianta maggior vigore, convogliando tutte le energie, e gli elementi nutritivi assorbiti, sui rami principali che saranno, di conseguenza, in grado di formare e sviluppare frutti di ottimo calibro.

Lo sviluppo spontaneo della pianta di peperone prevede una crescita dello stelo principale, fino ad un’altezza di circa 15 – 20 cm. A questa altezza, il fusto creerà un fiore e, subito sopra al fiore, dallo stelo principale si dirameranno tre steli che, con l’accrescimento della pianta, diventeranno i rami principali.

Ognuno dei tre steli, ogni 10 – 15 cm svilupperà un ulteriore fiore; subito sopra si creerà una biforcazione dove, dal ramo principale, si creeranno due rami più piccoli.

La potatura del peperone sarà da effettuare ogni qualvolta, da uno dei tre rami principali, si formeranno due rami secondari. A questo punto andremo a tagliare con delle forbici da potatura , ben affilate e pulite, uno dei due rami secondari.

Solitamente è preferibile potare il ramo che tende a svilupparsi internamente alla pianta, stando molto attenti a non rovinare il fiore che la pianta avrà sviluppato tra i due rami secondari.
Così facendo, la pianta di peperone si svilupperà mantenendo solo tre rami principali, che tuttavia saranno in grado di garantire un buon numero di frutti.

Un’altra operazione molto importante da svolgere sulla pianta di peperone è la sfemminellatura, ovvero la rimozione manuale, o con forbici da pota, di tutti i germogli che tendono costantemente a svilupparsi sull’ascella della pianta, tra fusto principale o rami secondari e foglia.

Eventuali germogli vigorosi che nasceranno al di sotto della triplice diramazione andranno anch’essi rimossi, insieme a possibili foglie basali che toccano il terreno di coltivazione e rischiano di veicolare pericolose patologie fungine.

Pacciamatura e consociazioni del peperone

All’interno del vaso di coltivazione del peperone, sopra al terreno, è molto utile creare una pacciamatura, che fungerà da vero e proprio isolante tra il substrato e l’ambiente esterno.

Lo strato pacciamante può essere composto da paglia o corteccia; alcuni centimetri di uno di questi elementi aiuterà sensibilmente a mantenere il terriccio all’interno del vaso umido per un tempo maggiore, dopo le irrigazioni.

I vantaggi dell’attuare questa tecnica sono molteplici; lo strato di coltivazione all’interno del contenitore, restando più a lungo bagnato, permetterà all’apparato radicale delle piante di peperone di assorbire maggiore acqua, ben gradita da questa pianta orticola.

Sarà possibile, inoltre, effettuare meno irrigazioni durante la giornata, avendo quindi un notevole risparmio idrico. Il numero d’irrigazioni giornaliere dipenderà soprattutto dalla grandezza del vaso di coltivazione e dalla temperatura ambientale.

Anche il substrato stesso, restando per maggior tempo umido, risulterà più morbido e soffice, condizioni ideali per un veloce, vigoroso e costante sviluppo dell’apparato radicale.

Tra un’irrigazione e l’altra, è tuttavia fondamentale assicurarsi che, sotto allo strato pacciamante, il terriccio di coltivazione sia completamente asciugato, evitando quindi eccessiva umidità all’interno del vaso che potrebbe favorire l’insorgenza di qualche patologia fungina o marciume.

Se i peperoni coltivati in vaso sono stati piantati all’interno di contenitori abbastanza capienti, è possibile coltivare, vicino alle piante, altre orticole di minor grandezza e sviluppo.

In agricoltura sinergica, consociare diverse specie o famiglie di ortaggi permette di creare un reticolo invisibile, sotterraneo e aereo, dove le piante, interagendo tra loro, instaurano vere e proprie collaborazioni, proteggendosi a vicenda e, in alcuni casi, crescendo più vigorose o facendo assumere gusti particolarmente delicati e saporiti ai frutti.

Il peperone, appartenente alla famiglia delle Solanacee, se coltivato vicino a fagioli o fagiolini, viene protetto naturalmente dall’attacco della dorifora.

Nel caso abbiate usato un vaso lungo un metro per la coltivazione di tre piante di peperone, tra una pianta e l’altra potete seminare dei fagioli o fagiolini; se nani occuperanno uno spazio limitato e resteranno di dimensioni contenute, se rampicanti dovrete aggiungere un tutore per favorire lo sviluppo aereo della leguminosa consociata.

Le piante di fagioli o fagiolini rampicanti, cresceranno snelle, sviluppandosi soprattutto in altezza, mantenendo e rispettando quindi una corretta areazione e passaggio di sole all’interno dell’apparato aereo delle piante di peperone.

Tra una pianta e l’altra di peperone, per ottimizzare il poco spazio a disposizione presente nell’orto balcone, potete coltivare ortaggi di dimensioni contenute come: lattuga, rapanelli, rucola o rapa rossa.

peperoni

Avversità principali del peperone: malattie e parassiti

Alcune problematiche legate alla comparsa di malattie o parassiti possono insorgere durante il ciclo colturale della pianta di peperone coltivata in vaso.

Si possono verificare malattie fungine di diversa natura, o fisiopatie della pianta, visibili per problematiche legate alla formazione e maturazione dei frutti. Non di rado, anche alcuni insetti o parassiti possono attaccare e infastidire i peperoni coltivati nell’orto balcone.

Malattie fungine del peperone

  • Oidio: conosciuto anche come mal bianco, è una patologia fungina che può presentarsi anche sulle piante di peperone coltivate in vaso.
    Si manifesta formando una leggera patina bianca sulle foglie, talvolta visibile anche a chiazze. Nell’orto balcone, usando prodotti rispettosi dell’ambiente e degli insetti impollinatori, questa malattia può essere tratta con bicarbonato di sodio.
    La prevenzione, tuttavia, in agricoltura biologica è sempre da considerarsi come primo interesse del coltivatore, che dovrà quindi adottare sistemi di coltivazione precauzionali atti a mantenere la pianta in salute.
    Non bagnare le foglie durante le irrigazioni, un corretto sesto d’impianto e una giusta esposizione solare sono le prime regole base, da adottare, per salvaguardare le piante da orto coltivate in vaso.
  • Marciume del colletto: questa patologia fungina, conosciuta anche come marciume basale, è causata dal fungo Fusarium oxysporum.
    Analogamente a come può avvenire sulle piante di pomodoro, anche sul peperone si manifesta generando secchezza ai danni del settore basale del fusto principale, progredendo con indebolimento generalizzato dell’intera pianta attaccata.
    Per prevenire questo pericoloso fungo, in grado di rovinare l’intera produzione di peperoni, fate attenzione durante la messa a dimora della pianta all’interno del contenitore prescelto: il pane di terra dovrà essere adagiato nel terreno al giusto livello, preservando il colletto della pianta e garantendo, a questa delicata zona, una corretta areazione.
  • Muffa grigia: conosciuta anche come botrice, è una malattia fungina in grado di attaccare il peperone come molte altre piante da orto.
    Può manifestarsi in presenza di temperature comprese tra 15 e 25 °C, causa macchie decolorate ai danni delle foglie che, col passare del tempo, tenderanno a necrotizzare manifestando a questo punto la tipica muffa di color grigio.
    Nell’orto balcone, anche per questa patologia, delle buone regole di coltivazione precedentemente descritte saranno tuttavia in grado di prevenire l’insorgenza della botrice.

Fisiopatie del peperone

  • Marciume apicale: le piante colpiate da questa fisiopatia generano peperoni che manifestano marciume ai danni della zona inferiore del frutto. Per prevenire questa fisiopatia è indispensabile fornire alle piante coltivate in vaso un apporto idrico regolare e bilanciato.
    Anche la carenza di calcio dal terreno può favorire l’insorgenza di questo marciume. Togliere dalla pianta i frutti interessati dal marciume apicale e apportare una concimazione a basa di calcio.
    Durante la preparazione del substrato di coltivazione, è possibile mescolare al terreno gusci d’uovo finemente tritati che, durante il periodo estivo, rilasceranno gradualmente l’alto contenuto di calcio di cui sono ricchi.
  • Scottatura del peperone: questa avversità si manifesta abbastanza frequentemente anche per i peperoni coltivati in vaso. I frutti interessati manifestano chiazze di colore giallo/marrone, causate da eccessiva esposizione solare o temperature particolarmente alte.
    Nell’orto balcone, questa complicanza ai danni dei frutti si può prevenire fissando delle reti ombreggianti da utilizzare in caso di giornate particolarmente torride o, più semplicemente, spostando i vasi di coltivazione, se di modeste dimensioni, in angoli del balcone maggiormente ombreggiati.

Insetti nocivi per le piante di peperone

  • Afidi: piccoliinsetti di colore verde o nero, che si manifestano in colonie nutrendosi della linfa della pianta attaccata, togliendo vigorosità e creando pericolosi punti d’accesso, per malattie o virosi.
    Appena si nota la comparsa di afidi sulle piante di peperone coltivate in vaso, è necessario intervenire repentinamente preparando macerati a base d’aglio o peperoncino. Anche il sapone molle potassico è un rimedio efficace contro l’attacco degli afidi.
  • Aleurodidi: sono dei piccoli moscerini color bianco che attaccano la pianta di peperone stabilizzandosi sulla pagina inferiore delle foglie, dove succhiano la linfa per nutrirsi, creando deperimento generalizzato della pianta.
    Nell’orto balcone, fortunatamente, non è facile incappare in questi fastidiosi insetti poiché, solitamente, sono più soggette all’attacco della mosca bianca le colture di peperone coltivate in serra.
    Se nell’orto balcone dovessimo comunque notare un attacco di aleurodidi, i rimedi più efficaci, accettati in agricoltura biologica, sono macerati a base d’aglio o ortica.
  • Ragnetto rosso: il nome scientifico di questo acaro è Tetranychus urticae; essendo di piccolissime dimensioni, solitamente se ne notano solo i danni che apporta a svariate piante da orto e da frutto.
    Anche i peperoni coltivati in vaso possono essere attaccati dal ragnetto rosso, che causa danni all’apparato fogliare, con vistosi ingiallimenti e accartocciamenti.
    In agricoltura biologica, questo acaro viene principalmente combattuto con un insetto antagonista: la coccinella. Potete attirare questi graziosi insetti sul vostro balcone, con l’ausilio di fiori e piante aromatiche; saranno piacevoli da vedere e utili per la lotta preventiva al ragnetto rosso e afidi.
    In presenza di un attacco massiccio del ragnetto rosso, si possono preparare macerati d’aglio o d’ortica, da nebulizzare sull’intera parte aerea della pianta.

Quando raccogliere i peperoni

I peperoni vanno raccolti a frutto ben formato e a colorazione della buccia completata. Solitamente servono 60 – 70 giorni dal momento dell’allegagione del fiore al momento della raccolta.

In un primo momento, il frutto tenderà ad ingrandirsi, giorno dopo giorno, arrivando, a seconda della varietà, anche a 20 cm di lunghezza con forma quadrata o rettangolare.

Una volta formato il peperone, il frutto tenderà gradualmente a maturare, assumendo la colorazione tipica della varietà prescelta, solitamente verde, gialla o rossa. Quando noteremo, quindi, i peperoni vivacemente colorati, prima che la buccia raggrinzisca, sarà il momento opportuno per raccoglierli e trasferirli in cucina.

Dall’orto alla cucina…

Nella tradizione mediterranea un ortaggio di notevole interesse è sicuramente il peperone. Grazie ai suoi colori sgargianti e al gusto fruttato e dolce, questo frutto è in grado di regalare tono e sapore a molti piatti tipici e leggendari di tutta Italia.

Dalla classica peperonata, tipica delle regioni del Sud Italia e della Liguria, ma cucinata e apprezzata in tutti gli angoli dello stivale, agli sfiziosi e delicati peperoni ripieni.

Una volta ottenuti i frutti dalle vostre piante coltivate in balcone, avete quindi l’imbarazzo della scelta per creare piatti di prim’ordine.

Se volete assaporare questo prelibato ortaggio, anche nei mesi successivi alla coltivazione, potete provare a fare una ricetta semplice, ma sempre gradita da ospiti e amici: la giardiniera in agrodolce dove, oltre ai peperoni autoprodotti, potete aggiungere altri ortaggi di stagione, magari provenienti sempre dal vostro orto balcone.


Lascia un commento