Come coltivare pomodori in vaso: tecniche e consigli

Uno degli ortaggi più amati e più usati nella cucina mediterranea per eccellenza è sicuramente il pomodoro.

Da tutti gli angoli dello stivale coltivatori hobbisti e appassionati ortisti attendono il mese di maggio, o i primi giorni di giugno, per assaporare le gustosissime bacche, tipicamente di color rosso, che in bocca rilasciano un gusto dolce e assolutamente ineguagliabile rispetto ai pomodori meno gustosi che si trovano comunemente al supermercato.

Per chi non possiede un piccolo pezzo di terra, o abita in città, applicando piccoli suggerimenti potrà comunque non privarsi della grandissima soddisfazione di assaporare gustosissimi frutti autoprodotti, avendo a disposizione un balcone ben esposto al sole e utilizzando degli appositi vasi.

Questo ortaggio è originario del centro America, dove migliaia di anni fa le popolazioni presenti in Messico hanno iniziato ad addomesticare le piante spontanee presenti in natura.

Il nome scientifico è Lycopersicon esculentum e appartiene alla famiglia delle Solanacee. L’antichissimo termine “pomodoro” deriva dalle prime varietà coltivate, di colore giallo, da qui pomo d’oro!

Oggi, varietà di pomodoro ne esistono migliaia, di svariate forme, da piccoli e tondi, ad allungati, fino a giganti e striati, con il peso del singolo frutto che può superare anche il chilogrammo.

Un’altra differenziazione può essere attribuita al colore; da svariati anni, infatti, si possono tranquillamente reperire pomodori gialli, arancioni, rosso classico e anche neri, dal gusto intenso e particolarmente dolce.

Altre varietà cosiddette “antiche”, perché tramandate ogni anno prelevando i semi dai primi frutti che genera la pianta che, dopo un opportuno processo di fermentazione e pulizia, vengono adeguatamente conservati durante l’inverno e riseminati la primavera successiva.

Per chi fosse particolarmente attratto all’autoproduzione delle proprie sementi consiglio il libro “Di seme in meglio”  dove si potranno trovare tutte le informazioni necessarie spiegate in maniera molto chiara ed esaustiva per conservare i semi, partendo da pomodori di varietà antica e quindi non ibridati (i semi ibridati “F1” sono incroci tra specie e razze diverse che, pur dando buoni frutti il primo anno, prelevando i semi dai pomodori e seminandoli la primavera successiva i frutti non manterranno le caratteristiche per cui sono stati selezionati; quindi la generazione “F2” non garantirà pomodori uguali a quelli dell’anno precedente).

Periodo di coltivazione, esposizione solare e semina

La temperatura ideale per la coltivazione del pomodoro è di 25 – 30 °C. Sopporta bene anche temperature superiori fino ai 33 – 34 °C, classiche punte di calore estivo che tutte le estati si registrano in tutte le regioni italiane.

Per una corretta coltivazione, per abbassare la possibilità che le piante possano essere attaccate da patologie fungine e soprattutto per velocizzare il processo di maturazione dei pomodori, il vaso dove metteremo le piantine dovrà preferibilmente essere esposto a pieno sole.

Le piantine, che potete trovare in qualsiasi vivaio specializzato, si potranno strapiantare a partire da marzo o aprile, a seconda della regione in cui abitate, tenendo presente che temperature inferiori ai 12 °C possono danneggiare irreversibilmente le giovani piante di pomodoro.

Per chi invece volesse cimentarsi nella coltivazione dei pomodori partendo dai semi, il periodo indicato per la semina è marzo – aprile, in modo da avere per aprile – maggio le piantine alte circa 15 cm.

Vi basterà attrezzarvi con dei vasetti da 6 – 8 cm di diametro, riempirli di buon terriccio da orto e aggiungere un altro leggero strato di terra sopra al seme (circa 1 cm).

A questo punto non vi resta che comprimere leggermente la terra all’interno del vasetto, mantenere il terriccio umido, ma senza creare ristagni d’acqua, e posizionare i vasetti in semenzaio protetto o, se ne avete la possibilità, dentro a casa vicino a una finestra luminosa, considerando che la temperatura ideale di germinazione per il pomodoro si aggira tra i 18 e i 25 °C.

Per chi volesse seguire le fasi lunari, le operazioni di semina, per quanta riguarda il pomodoro, vanno eseguite in fase crescente, che donerà maggior vigore alla parte aerea della pianta e che quindi potrà produrre un numero maggiori di fiori.

Il vaso adeguato, terriccio e sesto d’impianto

La scelta del vaso è sicuramente un aspetto fondamentale per la buona riuscita della coltivazione e per assicurare alle piantine elementi nutritivi a sufficienza e spazio adeguato per consentire all’apparato radicale di svilupparsi correttamente.

Per quanto riguarda il pomodoro, l’altezza minima del vaso deve essere di 30 cm; la stessa misura si può considerare sufficiente anche come larghezza o diametro in caso disponiate di un vaso rotondo.

Il mio consiglio, tuttavia, è di procuravi un vaso lungo dagli 80 ai 100 cm (come questo ) in modo da poter coltivare nello stesso vaso tre piante di pomodoro e ottimizzare quindi gli spazi, posizionandone due ai lati e una centralmente, per cui una pianta ogni 40 cm.

La scelta del vaso, inoltre, deve essere ponderata considerando che una volta riempito di terriccio e appesantito ulteriormente dall’acqua, non dovrà gravare eccessivamente sulla soletta del vostro terrazzo. Se invece posizionerete i vasi direttamente nel cortile, o sotto alle solette si trovano colonne portanti, il problema di un eccessivo carico non si pone.

Se abitate in condominio, un sottovaso sarà indispensabile per raccogliere l’acqua in eccesso che defluirà dal vaso per non infastidire gli inquilini sottostanti.

In questo caso sarà però indispensabile depositare sul fondo del vaso, prima di mettervi il terriccio, del materiale drenante come ghiaia o argilla espansa ; uno strato di 2 – 3 cm sarà sufficiente per garantire alle radici delle piante un buon isolamento e di conseguenza evitare spiacevoli marciumi radicali.

A questo punto si potrà provvedere all’inserimento del terriccio adeguato, che potrete comodamente trovare nel vivaio più vicino a casa, magari quando andrete a prendere anche le piantine.

Se ne avete la possibilità potete anche mescolare del buon terriccio preso in campagna o nell’orto di un vostro amico in modo da risparmiare l’utilizzo di qualche sacco.

Il pH del terreno ottimale per la coltivazione del pomodoro è tra 6 e 7.

piantina pomodoro

Concimazione e irrigazione

Le piante da orto appartenenti alla famiglia delle Solanacee, tra cui il pomodoro, sono molto esigenti in termini di concimazione. Per garantire delle piante rigogliose e in grado di produrre parecchie bacche è opportuno aggiungere del concime naturale nel momento in cui si riempie il vaso col terriccio.

Tra i concimi più indicati troviamo il letame, che può essere di bovino o equino, a patto che sia ben maturo, in modo che possa apportare da subito tutte le sostanze nutritive di cui hanno bisogno le giovani piantine. Come alternativa, se non riuscite a procurarvi del letame, potete incorporare, nel terriccio, qualche manciata, o poco meno, a seconda della dimensione del vaso che utilizzerete, di stallatico essiccato, che potete trovare comodamente sotto forma di pellet contenuto in appositi sacchi.

Una volta utilizzato lo stallatico necessario, il sacco potete chiuderlo e riporlo in un armadietto esterno, magari proprio sul balcone dove avete creato il vostro orto, al riparo dal sole diretto e dalla pioggia, e utilizzarlo ogni 30 – 40 giorni, aggiungendo una manciata di pellet ai vostri vasi di pomodori.

In agricoltura biologica non di rado si utilizzano corroboranti derivanti da piante ricche di sostanze utili, come ad esempio il classico macerato d’ortica che, dopo dieci giorni di macerazione in acqua, potrà essere diluito e usato per irrigare le piante di pomodoro apportando sostanze preziose come azoto e ferro.

Se vi cimentate nel provare questo utilissimo macerato, fate attenzione all’intensa puzza che produce: potreste infastidire i vostri vicini.

Un’irrigazione costante, senza eccessi e senza periodi siccitosi troppo prolungati, aiuterà le piante a crescere e a produrre gustose bacche in modo costante. Considerando che i vasi sono stati posizionati in pieno sole e le temperature estive raggiungono i 33 – 34 °C, è opportuno provvedere ogni giorno ad un adeguato apporto idrico.

Infatti, al contrario dell’orto classico, in vaso l’umidità residua nel terreno evapora molto velocemente, soprattutto nel caso di piccoli contenitori, provocando aridità e indurimento eccessivo del terreno che di fatto possono creare fisiopatie o altre problematiche alle piante.

A tal proposito, per chi ne ha la possibilità, soprattutto per chi volesse realizzare un orto in vaso di medie – grandi dimensioni, ritengo utilissimo creare un impianto di irrigazione automatico, utilizzando una semplice centralina  e un tubo gocciolante  facilmente installabili che forniscono acqua impostando l’orario e il tempo d’irrigazione.

Questo semplice impianto automatico potrà, inoltre, togliervi parecchie preoccupazioni in caso voleste passare qualche giorno fuori casa o andiate in vacanza per le classiche ferie estive.

Buona norma è far partire l’impianto automatico, o in generale irrigare a mano, durante le ore più fresche della giornata, al mattino presto o alla sera, per evitare che le piante non subiscano shock termici, possibilmente utilizzando acqua a temperatura ambiente e stando attenti di bagnare solo il terreno e non le foglie, dove dell’umidità residua potrebbe far scaturire patologie fungine.

Sostegni per le piante di pomodoro

Delle classiche canne di bambù (acquistabili anche su Amazon ) di altezza poco superiore ai 2 metri, sono il sostegno ideale per far sviluppare in altezza le piante di pomodoro. Questi tutori devono essere interrati, fino a toccare il fondo del vaso per garantire maggiore stabilità, a pochi centimetri dalla pianta, stando molto attenti a non rovinare le giovani radici.

Man mano che le piantine crescono si dovrà legare lo stelo principale al tutore precedentemente posizionato.

Se durante il ciclo colturale delle piante, che durerà tutta estate, qualche tutore dovesse piegarsi a causa del peso delle piante o di un forte temporale, e non dovesse quindi mantenersi in posizione verticale, vi dovrete ingegnare per fissarlo ad un altro punto di ancoraggio, ad esempio utilizzando una ringhiera presente dietro al vaso.

Mantenimento: come togliere i germogli ascellari

Alcune piccole operazioni di mantenimento contribuiranno alla buona riuscita e quindi alla maggiore soddisfazione che otterrete creandovi il vostro angolo verde sul terrazzo.

Tra queste accortezze, la più importante riguarda la “sfemminellatura” dei getti ascellari della pianta di pomodoro, ovvero si dovrà provvedere a togliere tutti i piccoli germogli che vedrete spuntare all’intersezione tra il fusto principale e i rami secondari che portano le foglie. L’operazione è molto semplice: potete decidere di togliere le femminelle quando sono lunghe all’incirca un centimetro, in modo da poterle afferrare comodamente con le dita e con un leggero ma deciso movimento laterale si tranceranno senza porre resistenza.

Questa operazione va fatta principalmente per concentrare tutte le energie della pianta sul fusto principale, il quale produrrà ripetute fioriture che poi si trasformeranno in frutti, e per favorire il passaggio d’aria e la luce solare all’interno della pianta.

Quando la vostra pianta di pomodoro avrà raggiunto i 50 cm d’altezza, e quindi in pieno vigore vegetativo, potete tuttavia provare a mantenere qualche germoglio ascellare che, man mano che crescerà, dovrete legare al tutore e che anch’esso potrà produrre frutti. Il risultato sarà d’aver creato piante più basse ma più folte.

Il mantenimento di alcune femminelle è maggiormente indicato per le varietà di pomodoro a bacca piccola.

Un’altra semplicissima operazione da effettuare ogni tanto sarà quella di togliere eventuali piccole piante spontanee nate all’interno del vaso.

pomodori in vaso

Pacciamatura e consociazioni del pomodoro

Effettuare uno strato pacciamante all’interno del vaso aiuterà, durante la calda estate, a diminuire la traspirazione del terreno e quindi l’evaporazione dell’umidità residua all’interno del vaso. Molti sono i vantaggi nel mettere in pratica questa tecnica, tra cui un notevole risparmio idrico e un tempo prolungato in cui le radici delle piante di pomodoro saranno a contatto con il terriccio umido e di conseguenza con possibilità di idratarsi.

Un’efficace pacciamatura può essere fatta all’inizio di giugno, con della corteccia o della paglia; ne basterà uno strato di alcuni centimetri per bilanciare l’umidità presente nel vaso.

Vicino alle piante di pomodoro potete decidere di coltivare qualche altra piccola pianta che aiuterà le piante stesse di pomodoro a crescere maggiormente sane o a far maturare i frutti donandogli un gusto particolarmente saporito.

Questa tecnica, detta consociazione, viene usata in agricoltura sinergica e nel corso dei decenni passati sono state trovate delle consociazioni tra ortaggi particolarmente benefiche, creando di fatto una protezione naturale che si scambiano alcune piante coltivate in orto.

Nel caso del pomodoro, nello stesso vaso potete mettere delle piante di basilico, molto meno esigente in termini di elementi nutritivi, e che quindi non concorrerà e non toglierà nutrimento alle piante di pomodoro assai più esigenti. Allo stesso tempo, è stato notato che il basilico è in grado di donare un gusto unico e profumato alle bacche di pomodoro.

La stessa proprietà è stata notata anche per la melissa, in grado di favorire lo sviluppo e il sapore dei pomodori.

Un’altra ottima consociazione è quella tra pomodori e cavoli. Grazie all’odore tipico che emana la foglia di pomodoro, ricca di solanina, è in grado di disturbare e quindi allontanare la cavolaia, piccole larve che si nutrono voracemente delle foglie dei cavoli.

Questa consociazione però, nell’orto sul balcone non è sempre possibile per questioni di spazio; chi vuole metterla in pratica dovrà utilizzare un vaso lungo almeno un metro, in modo da piantare, verso metà agosto, due giovani piante di cavolo tra le tre piante di pomodoro adulte, estirpando quest’ultime a fine coltura, verso settembre – ottobre, in modo da lasciare l’intero vaso alle piante di cavolo che nel frattempo occuperanno sempre più spazio e che saranno pronte al consumo a novembre – dicembre, a seconda della varietà scelta.

Come ultima consociazione, per sfruttare al meglio tutti gli spazi del vaso, si possono piantare ai lati delle piante di pomodoro delle piantine di barbabietola rossa; le prime si svilupperanno in altezza, le seconde formeranno la classica radice sotto terra, poco esigente in termini di spazio.

Avversità principali del pomodoro: malattie e parassiti

Alcune problematiche correlate alla coltivazione dei pomodori possono infastidire le piante, da semplici fisiopatie o malattie fungine più complesse per finire con la fastidiosissima cimice asiatica che, pungendo le tanto attese bacche, ne provoca la completa marcescenza.

Le fisiopatie del pomodoro

  • Marciume apicale: facilmente riconoscibile perché le bacche presentano una chiazza marcia nella superficie inferiore del pomodoro rendendo quindi la bacca non commestibile.
    Questa problematica si nota soprattutto in varietà che formano frutti di medie e grosse dimensione, dalla buccia particolarmente sottile e delicata. Alcuni rimedi naturali sono la corretta e regolare irrigazione e delle concimazioni supplementari a base di calcio, poiché questo microelemento è in grado di irrobustire la buccia esterna delle bacche di pomodoro.
    Nei gusci d’ovo si trova un’alta concentrazione di calcio; sbriciolandoli molto finemente si possono interrare vicino alle piante di pomodoro come azione preventiva.
  • Carenza di magnesio: potremmo sospettare questa fisiopatia notando dell’ingiallimento fogliare, specialmente sulle foglie più vecchie, mostrando inoltre dei punti necrotici che tenderanno via via a far seccare completamente le foglie colpite.
    Una corretta concimazione iniziale dovrebbe tuttavia essere sufficiente per scongiurare questa fastidiosa fisiopatia. Se dovesse comunque presentarsi si può intervenire apportando del solfato di magnesio.

Le malattie fungine del pomodoro

  • Peronospora: facilmente individuabile anche dai meno esperti in quanto le foglie tenderanno ad arricciarsi su sé stesse creando contemporaneamente delle macchie scure e secchezza ai margini delle foglie.
    Nell’orto sul balcone si può prevenire questa malattia fungina avendo l’accortezza di non bagnare mai le foglie delle nostre piante e lasciando abbastanza spazio per far passare aria e sole attraverso le piante. Se nonostante queste operazioni preventive si dovesse sviluppare la peronospora si dovranno eliminare tutte le parti della pianta colpite.
  • Alternaria: un’altra malattia fungina tipica del pomodoro anch’essa facilmente individuabile grazie a delle macchie scure tonde che si formano sulla superficie fogliare.
    Poiché le patologie crittogamiche si sviluppano sempre al presentarsi delle medesime condizioni (umidità e pioggia eccessiva in primis), i metodi più efficaci per prevenire questa malattia sono i medesimi di quelli citati per la peronospora.

Virosi del pomodoro

  • Virus del mosaico: riconoscibile perché, appunto, forma una sorta di mosaico composto da macchie gialle e bollosità, può sfociare anche in accartocciamenti fogliari e sviluppo non uniforme delle stesse.
    I metodi preventivi più efficaci per evitare questa virosi sono una buona ossigenazione e disinfezione del terreno nel periodo invernale. Inoltre, monitorare costantemente l’eventuale comparsa di insetti vettori, come afidi e tripidi, e intervenire repentinamente appena si noteranno.

Insetti nocivi per le piante di pomodoro

  • Afidi: piccoli insetti che si insediano in colonie, solitamente favoriti da primavere umide e piovose. Si nutrono della linfa della pianta attaccata e oltre a togliere energia preziosa al pomodoro possono essere un vettore per veicolare malattie o virosi più complesse da trattare.
    Quando si nota la comparsa di afidi è quindi necessario intervenire immediatamente preparando dei semplici ma efficaci macerati a base di aglio o peperoncino. Ottimi risultati contro gli afidi si ottengono anche sciogliendo in acqua bollente del sapone di Marsiglia che, una volta raffreddato, si potrà nebulizzare sulle piante attaccate.
  • Tuta absoluta: un piccolo lepidottero proveniente dal Sud America che nel 2008 ha iniziato a creare danni anche alle coltivazioni di pomodoro presenti nel bacino del Mediterraneo. Questo vorace insetto fortunatamente non dovrebbe mai attaccare le piante di pomodoro coltivate in vaso, poiché è stato constatato che rappresenta una minaccia soprattutto per le coltivazioni in serra, dove temperature favorevoli e l’assenza di predatori creano l’habitat perfetto per questo insetto.
    Cibandosi di pomodori, crea dei buchi sulle bacche originando marcescenze e rendendo quindi non commestibile il frutto. Se nel vostro orto sul terrazzo noterete questo insetto, il rimedio più efficace, ammesso in agricoltura biologica, è il Bacillus thuringiensins, da spruzzare direttamente sulle larve.
  • Nottua gialla: altro lepidottero che provoca notevoli danni alla pianta di pomodoro, cibandosi delle bacche mature e creando delle vere e proprie gallerie all’interno del frutto. I rimedi sono gli stessi che si usano per contrastare la Tuta absoluta.
  • Cimice verde e cimice asiatica: queste due cimici, rispettivamente di colore verde e nero, lunghe all’incirca due centimetri, sono in grado di creare delle vere e proprie devastazioni sulle piantagioni di pomodoro coltivate in pieno campo. Fortunatamente, per chi coltiva piante di pomodoro in vaso, tenere sotto controllo eventuali attacchi di cimici è più facile.
    Questi insetti, punzecchiando sia la parte vegetativa della pianta che i frutti, sono in grado, in pochi giorni, di rovinare tutte le bacche e di deperire completamente la pianta.
    Se doveste notare alcuni di questi insetti sulle vostre piante di pomodoro l’azione più efficace e immediata è la rimozione manuale, schiacciando la cimice, magari con l’ausilio di un guanto. Se disponete di un orto in vaso con svariate piante di pomodori è giustificato anche l’intervento con dell’insetticida a base di piretro, oppure con dell’olio di neem e sapone molle potassico, tutti prodotti ammessi in agricoltura biologica.

Quando raccogliere i pomodori

Finalmente dopo tanti sforzi è arrivato il momento di maggiore soddisfazione: la raccolta delle gustosissime e dolcissime bacche di pomodoro autoprodotte. A seconda delle varietà coltivate potrete iniziare ad assaporare pomodori a partire dal mese di maggio, per le varietà che sviluppano un frutto più piccolo, mentre per varietà a frutto medio o grande solitamente si deve attendere fino all’inizio di giugno, specialmente nelle regioni del nord Italia.

Il segno distintivo e inconfondibile per capire la completa maturazione è il classico colore rosso acceso, caratteristico della maggior parte delle varietà di pomodoro coltivate. Altre varietà arrivano a completa maturazione quando le bacche sono di colore giallo o rosse scuro, quasi nere.

Dall’orto alla cucina…

Innumerevoli sono le ricette a base di pomodoro, da nord a sud dell’Italia chef di prestigio usano questa materia prima tipica, e parte integrante della dieta mediterranea, per esaltare piatti di pesce o creare secondi gustosi e stuzzicanti.

Se le vostre piante vi doneranno parecchi frutti, potete anche seccarli e metterli sotto olio, seguendo questa ricetta di pomodorini confit, creando un ottimo antipasto da assaporare in compagnia per i futuri mesi invernali.


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