Coltivazione del pomodoro: tecniche e consigli

Solanum Iycopersicum, comunemente conosciuto come pomodoro, è una pianta che appartiene alla famiglia delle Solanaceae. Le sue bacche, conosciute e rese famose dal caratteristico colore rosso acceso, sono apprezzate e cucinate in molti paesi di tutto il mondo.

Questa pianta è nativa del centro e del Sudamerica, presente sin da tempi antichissimi. Infatti, nella cucina azteca era già conosciuta e molto usata la salsa di pomodoro. In Europa la coltivazione di questa pianta si affermò a patire dal 17° secolo, per poi prendere sempre più piede fino ad arrivare ai giorni nostri dove nell’orto di appassionati e coltivatori è ritenuta una coltura immancabile.

Esistono ad oggi numerosissime varietà, con le quali ci si può dilettare nella coltivazione domestica ottenendo ottimi risultati, con la possibilità di assaporare prodotti freschi, raccolti direttamente dalla pianta, con metodi di coltivazione del tutto naturali.

Quando piantare il pomodoro

La temperatura ideale per la coltivazione della pianta di pomodoro è quella estiva, infatti questo ortaggio riempie di colore orti e terreni agricoli a partire dal mese di maggio, per continuare poi tutta estate, donando gli ultimi pomodori a settembre o ottobre, quando le temperature minime non sono ancora scese al di sotto dei 10 gradi.

In primavera invece, è opportuno piantare le piante di pomodoro in pieno campo solamente quando si ha la certezza che le piantine da poco nate non patiscano temperature inferiori ai 12 gradi. Se ciò dovesse accidentalmente avvenire, la piantina potrebbe subire dei danneggiamenti o addirittura morire.

pomodorini

Una buona tecnica per anticipare di un paio di mesi i primi raccolti di pomodori è quella di seminare nel mese di febbraio, riparando le piantine da freddo e vento, magari con l’ausilio di un semenzaio o addirittura, per chi ne fosse sprovvisto, coltivando le piantine per i primi mesi di vita negli appositi vasetti all’interno della propria casa, magari vicino a una finestra soleggiata.

Con questo metodo ci si troverà ad aprile, quando solitamente anche la temperatura minima non scende al di sotto dei 10 gradi, con piantine già parzialmente sviluppate, pronte da trapiantare in orto e capaci di diventare produttive dopo poche settimane.

La semina del pomodoro

Il vantaggio di seminare nel semenzaio, oltre ad anticipare la produzione di un paio di mesi, è anche quello di gestire al meglio gli spazi che abbiamo nel nostro orto. Trapiantando il pomodoro cresciuto nel vasetto e mettendolo direttamente dove desideriamo, non rischiamo di lasciar spazi vuoti a causa di semenza piantata direttamente nell’orto, ma non cresciuta.

Quando si effettua la semina negli appositi vasetti, bisogna aver cura di scegliere un buon terriccio, soffice, e con caratteristiche ed elementi nutritivi necessari per il buon sviluppo della piantina.

La terra va ben compressa e il seme di pomodoro, essendo di dimensioni molte piccole, non va interrato per più di mezzo centimetro.

Effettuate queste operazioni risulta fondamentale innaffiare regolarmente i vasetti, garantendo sempre il terreno umido fin che la pianta non svilupperà un apparato radicale in grado di gestire qualche periodo di siccità.

Luna e semina

La fase lunare per seminare i pomodori, suggerita dalle vecchie credenze contadine, è quella di luna crescente. Questa fase lunare veniva infatti seguita dai nostri nonni per seminare tutti gli ortaggi da frutto.

Questo perché la fase crescente della luna aiuterebbe la pianta a sviluppare foglie e fiori, richiamando la linfa in maniera più energica verso l’apice della pianta.

Tuttavia, queste tradizioni tramandate dai nostri predecessori, sono prive di prove scientifiche.

Al giorno d’oggi, moti contadini e appassionati, non possono inoltre permettersi di seguire le lune per mancanza di tempo, ottenendo comunque ottimi risultati.

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Terreno ideale per coltivare il pomodoro

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Una fase molto importante prima di trapiantare i pomodori nel nostro orto, è la preparazione del terreno. Questa pianta ama infatti terreni fertili e ben drenanti. Con l’ausilio di una zappa o una vanga è quindi fondamentale girare il terreno, farlo ben arieggiare e renderlo soffice, rompendo le zolle troppo compatte e dure.

Successivamente di può arricchire il terreno con compost o letame maturo in maniera da garantire alle nostre piantine una buona nutrizione.

La pianta di pomodoro sopporta abbastanza bene la siccità, ma al fine di garantire una costante produzione è necessario ogni 2 o 3 giorni innaffiare il terreno durante tutta l’estate.

Sesto di impianto

Il sesto di impianto adeguato per far crescere correttamente e in salute le piante di pomodoro, deve garantire tra ciascuna pianta uno spazio vitale adeguato.

Solitamente questo spazio è di circa 50 cm, ma va ricordato che ciò viene determinato soprattutto in base alla varietà che andremo a coltivare.

Le piante classiche arrampicanti potranno seguire questa misura, legandole ogni 30 cm ad un supporto preventivamente innestato nel terreno, mentre altre varietà che prediligono uno sviluppo orizzontale avranno sicuramente bisogno di più spazio da tenere tra una pianta e l’altra.

Di buona norma, le considerazioni da tener presente sono quelle di garantire adeguato spazio per permettere alle radici di svilupparsi in maniera libera e vigorosa, ricavando dal terreno una quantità sufficiente di nutrienti. Garantire a tutto il fusto un’insolazione diretta, evitando che una pianta possa far ombra all’altra aumentando il rischio di patologie che potrebbero danneggiare la coltivazione del pomodoro.

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