Preparazione del terreno: vangatura o aratura a 15 – 20 cm.
Concimazione: abbondante, con letame maturo.
Quando seminare: marzo – aprile in semenzaio protetto. Oppure si moltiplicano le piante dividendo il cespo di una pianta già esistente in più parti, aventi ognuna almeno una gemma.
Come seminare: in vasetti da 6 cm di diametro o nelle apposite vaschette.
Quando trapiantare: aprile – maggio.
Clima ideale: mite. Soffre in presenza di eccessi di caldo mentre tollera molto bene il gelo invernale, andando in riposo vegetativo.
Esposizione solare: pieno sole, o mezz’ombra se coltivato in luoghi caratterizzati da estati calde.
Sesto d’impianto: 120 cm tra le piantine e circa 2 m tra le file.
Sostegni: non necessari.
Mantenimento: sarchiature di mantenimento.
Potatura: eliminare lo scapo floreale quando si presenta.
Irrigazione: mantenere il suolo umido durante il primo anno dopo il trapianto; negli anni successivi irrigare solamente in caso di terreno eccessivamente secco.
Rincalzatura: non necessaria.
Pacciamatura: utile per sfavorire le erbe infestanti e per mantenere più a lungo umido il terreno. Si può effettuare con paglia o erbe di sfalcio secche.
Rotazione colturale: il rabarbaro resta sulla stessa parcella di terra per diversi anni.
Consociazioni consigliate: piante azotofissatrici come le leguminose.
Consociazionisconsigliate: nessuna.
Coltivazione in vaso: sconsigliata.
Avversità principali: marciumi radicali derivanti da ristagni idrici.
Insetti e parassiti: limacce.
Quando raccogliere: tagliare alla base le coste più grosse nel periodo vegetativo della pianta. Attenzione a non mangiare anche le foglie poiché, contenendo acido ossalico, sono tossiche per l’uomo.