A Natale piace il Maiale

Al Maiale non piace il Natale

Dicembre è un mese meraviglioso, l’aria natalizia si diffonde ovunque e la magia dell’inverno ci avvolge come la coperta di lana fatta dalla nonna ad uncinetto.

Dicembre è un mese meraviglioso, è vero, e il NATALE è un momento magico, a patto però che tu non sia un MAIALE. Già, perché se sei un MAIALE, non riesci a notare molto tutta la bellezza dello spirito del NATALE.

Comunque la si pensi, purtroppo questo è un dato di fatto, il periodo natalizio non è un periodo felice per il MAIALE visto che la tradizione rurale che ci portiamo dietro da secoli prevede proprio in questo periodo il suo sacrificio.

Per chi si stesse chiedendo il motivo per il quale ho sentito il desiderio di parlare e scrivere di questo argomento, sappiate che lo sto facendo per un atto di puro masochismo. É infatti solo masochismo quello che può spingere, al giorno d’oggi, qualcuno a parlare di animali allevati per produrre CARNE, animali allevati per l’alimentazione umana, visto che questa società ha totalmente eliminato dall’atteggiamento dell’essere umano, il senso di una libertà di pensiero, di stili di vita e di visioni della vita stessa. Inutile sottolineare che al giorno d’oggi parlare di CARNE, mettendola in relazione con l’allevamento animale, è diventato rischioso come per Pippo Franco andare allo stadio Olimpico di Roma durante un derby Roma / Lazio, con il cappellino della Roma…ma sbagliando la curva! (Spero che questa fine e colta citazione possa essere degnamente apprezzata, perché quando parliamo di cultura cinematografica…non possiamo certo prescindere da Pippo Franco!)

Senza giraci intorno, è chiaro che il pensiero che ho “raccolto” in questo periodo e che vorrei portare all’attenzione di chi, magari, si trovasse a leggere queste mie parole, può venire facilmente associato alle “nuove” scelte alimentari che sempre più persone stanno portando avanti nella propria vita, come il vegetarianismo o vegetarianesimo, il veganesimo o veganismo…come si dice non l’ho ancora capito, ma non è propriamente cosi, e la difficoltà probabilmente starà nel cercare di spiegarmi.

Mi sento quindi obbligato a premettere che le scelte personali di ogni individuo, in qualsiasi campo, compreso quindi quello alimentare, sono e devono essere considerate “private” e per questo devono essere rispettate in tutto e per tutto, al punto che non parlerò affatto di chi decide di non mangiare CARNE o di non utilizzare cibi e prodotti in genere di derivazione animale. Per quello che può valere il mio pensiero, chi ha deciso di fare una scelta di questo tipo merita tutta la mia ammirazione, non tanto per la scelta in sé, visto che io non la condivido, ma per la volontà di prendere delle decisioni personali per condurre la propria esistenza, seguendo le proprie idee e le proprie sensazioni.

Quello che reputo, al momento, più degno di riflessione è la tendenza sempre più diffusa in questa nostra società “moderna”, di non voler assumersi le proprie responsabilità, in qualunque campo ma, nello specifico, in campo alimentare. Emblematico è il caso della CARNE, che nei fatti sembra ormai totalmente scollegata dall’animale dal quale è ricavata, al punto che nei SUPERMERCATI (ma ormai anche nelle botteghe di paese) si trova confezionata in porzioni sempre più piccole, impacchettata in confezioni sempre più “accattivanti” che fanno bella mostra di sé in sterminate scaffalature “asettiche” che delimitano chilometri di corridoi di grandi centri commerciali che strabordano di prodotti di qualunque tipo e genere, che nei fatti si confondono con quella CARNE che, grazie proprio a questo modello di organizzazione di vendita, viene percepita dalle persone come un qualsiasi altro prodotto e quindi totalmente scollegato dall’animale che è stato sacrificato per ottenere quella SALSICCIA artisticamente racchiusa nel proprio scrigno di POLISTIROLO e CELLOFAN.

Come già premesso, il lato della vicenda che trovo degno di riflessione non è quindi chi decide di non mangiare CARNE, ma chi, pur acquistandola e mangiandola, non vuol sentirsi dire che quel COTECHINO, che per tradizione mangia nel periodo natalizio, era in realtà una zampa di un MAIALE…al quale il NATALE proprio non piace.

Cosa accadrebbe se al giorno d’oggi sparissero tutte le confezioni delle varie CARNI e si tornasse ad avere delle macellerie dove alle spalle del MACELLAIO si trova attaccata la mezzena (la metà dell’animale macellato) del MAIALE o del VITELLO, dalla quale vengono sezionati i vari tagli che vengono poi serviti alle persone? Come reagirebbero le persone? Quante persone rinuncerebbero a mangiare CARNE e quante continuerebbero?

Ovviamente io non ho alcuna risposta a questi quesiti e sinceramente non ho neanche voglia di tentare di trovarne; quello che vorrei è che le persone prendessero consapevolezza delle proprie azioni e delle proprie scelte, semplicemente perché il non volerlo fare è soltanto un’illusione. Questa società ha illuso l’essere umano di poter vivere senza assumersi responsabilità e lo ha fatto perché ha capito che l’essere umano non le ama. Purtroppo per noi, nonostante ci siamo illusi di poter vivere cosi, dobbiamo prendere atto che la Vita stessa è responsabilità. Ogni nostra azione o non azione ha infatti un impatto su di noi, su gli altri essere umani, su gli animali, su le piante, e in generale su questo nostro PIANETA che tra l’altro pare essere l’unico che abbiamo a disposizione (anche se l’idea di fuggire su Marte non sarebbe forse sbagliata, visto che, a quanto pare, il Pianeta Rosso sembra essere pieno di piccole MACELLERIE con le mezzene attaccate…ma questa è soltanto un’indiscrezione che ho avuto e per il momento non posso lasciar trapelare altro.)

Per quanto possiamo fingere di credere di poter vivere senza responsabilità, è palese che comprando una SALSICCIA magistralmente infiocchettata in confezioni degne delle più raffinate bomboniere, si contribuisce ad uccidere un MAIALE. Non sarebbe forse meglio allora, visto che è inevitabile, assumersi la responsabilità della nostra scelta e spingere affinché si torni ad un consumo, per l’appunto, più responsabile?

Probabilmente per molti, questi saranno ragionamenti senza senso ma credo che questo sia dovuto al fatto che, ormai, la distanza tra questa società e la realtà delle cose “reali” sia talmente enorme che siamo arrivati ad un punto in cui quando compriamo una vaschetta di plastica con una SALSICCIA dentro e magari “spariamo” sull’ormai immancabile QRCODE, crediamo che la scritta SALSICCIA che appare, sia magari la marca di “quell’oggetto da mangiare” che per l’appunto si chiama SALSICCIA. Anche se mi costa ammetterlo, devo riconoscere che rimpiango i bei tempi in cui si facevano le battute sul fatto che i bambini di città (che poi nelle campagne era praticamente uguale) non sapevano quante zampe avesse un POLLO visto che nei SUPERMERCATI si trovavano confezioni con 3, 4, 6 cosce di POLLO. Almeno all’epoca i bambini sapevano che a prescindere dal numero delle cosce, stavano mangiando un POLLO. Mi pare che al giorno d’oggi i bambini credano di mangiare delle cosce…che potrebbero essere biscotti o ortaggi o caramelle che nascono cosi…naturalmente cosce.

Vorrei dilungarmi sul fatto che troppo spesso mi è capitato di avere ospiti a cena che mi pregavano di non dire ai propri figli che quelle SALSICCE che avevo arrostito sulla griglia e che ora stavano mangiando con gusto, erano fatte di…MAIALE, di quel MAIALE che avevo allevato durante l’anno, ma non credo ci sia bisogno di approfondire molto visto che quando provavo a controbattere dicendo che non potevo non rispondere con la verità ad un’eventuale domanda rivoltami da un bambino, mi veniva detto che ero un tipo polemico e strano…anche se tutti i torti forse non ce l’avevano a considerarmi cosi!

Immagino che qualcuno possa considerare questo mio scritto come un invito a diventare VEGANO ma, per come intendo la vita io, è proprio il contrario. Perseguire una qualche scelta alimentare nella Vita, come detto, è una vicenda esclusivamente personale, scegliere di avere consapevolezza di ciò che si mangia nella Vita dovrebbe invece essere una vicenda universale.

Io ho scelto di vivere la mia Vita per come, al momento, la reputo più giusta per me e per le mie esigenze personali, senza prescindere dalla totale consapevolezza di ciò che decido di mangiare. Per quanto, per qualcuno, possa essere duro da sentir dire, io allevo i miei MAIALI per avere le mie SALSICCIE da mettere sulla brace nel periodo natalizio, quando fuori piove e fa freddo e magari tanta gente si trova in coda, l’uno dietro l’altro, in uno sterminato corridoio, compressi tra pareti d’acciaio asettico come in moderno e scintillante mattatoio pieno di POLISTIROLO e di CARNE, in attesa della fine…della coda ovviamente.

Chi magari ha avuto modo di leggere i miei libri, dove ho cercato di approfondire a modo mio questi argomenti, sa quanto mi stiano a cuore queste tematiche che reputo fondamentali, nonostante al momento siano poco considerate o, peggio ancora, manipolate da questo periodo storico ed è per questo che non perdo occasione per parlarne, nel tentativo di raccontare uno dei tanti punti di vista sui possibili modelli di Vita che in una società dovrebbero poter convivere.

Non so se sia giusto o sbagliato mangiare CARNE.

Non so se sia giusto o sbagliato mangiare le SALSICCIE per NATALE, preparate dal proprio MAIALE allevato durante l’anno.

Non so se sia giusto comprare il COTECHINO per NATALE al SUPERMERCATO, pensando che NON sia una zampa di un MAIALE.

Non so se sia giusto mangiare SALSICCE di SEITAN per NATALE.

Non so praticamente nulla ma so che a me piace tanto dicembre e il NATALE soprattutto quando c’è il MAIALE, ma so anche che al MAIALE non piace per niente dicembre…tantomeno il NATALE.

BUON NATALE

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