Come coltivare il rosmarino: proprietà, usi e curiosità

Quest’estate, se avrete occasione di passare alcuni giorni in qualche località costiera del mar Mediterraneo (dal Nord al Sud, isole comprese), non mancate di fare un giro all’interno della macchia mediterranea. Quasi certamente vi capiterà di imbattervi in un paesaggio ricco di bassi arbusti. Tra questi, alcuni si faranno notare già da lontano per il colore azzurro dei loro fiorellini. Solo avvicinandovi capirete che si tratta di una pianta dall’inconfondibile profumo ben conosciuta: il rosmarino, il cui nome deriva dal latino, ros-marinus che significa “rugiada di mare”. Questo nome, così poetico, il rosmarino lo deve ai suoi fiori che hanno lo stesso colore del mare e perché cresce spontaneo proprio sulle sue coste.

Il rosmarino è una delle piante aromatiche che non può mancare nell’orto. Esso rappresenta uno dei più classici aromi utilizzati in numerose ricette a base sia di carne sia di pesce. In particolare, è impiegato negli arrosti, per guarnire le focacce, insaporire la farinata di ceci e le patate arrosto e numerose altre pietanze.

È una pianta facile da coltivare: essendo una specie perenne, non occorre seminarla, basta mettere a dimora una piantina che occuperà nel tempo lo spazio a lei assegnato.

Descrizione della pianta

Il rosmarino (Rosmarinus officinalis) è un arbusto legnoso, sempreverde e aromatico, appartenente alla famiglia delle Lamiaceae.

Le radici del rosmarino sono in grado di interrarsi ed espandersi nel giro di pochi mesi producendo a loro volta numerose radichette secondarie, ben ancorate al terreno. Da queste si diparte il fusto, spesso ramificato fin dalla base.

Il fusto, assai ramificato e a portamento cespuglioso, è alto da pochi decimetri fino a 2 m e più. Presenta un andamento a volte prostrato, a volte ascendente. La corteccia, specialmente alla base, si sfoglia in strisce di colore marrone scuro.

La pianta di rosmarino possiede numerosissime foglie che sono piccole e strette, sessili, persistenti e coriacee, opposte e raccolte in fascetti ascellari. La loro forma è lineare, con i margini ripiegati verso il basso. La pagina superiore presenta un colore verde scuro lucente, mentre quella inferiore è argentata, per la presenza di una fitta e bassa lanugine, frammista a peli ghiandolari contenenti l’olio essenziale.

fiori sono ermafroditi, di un bel colore azzurro-violetto, rare volte anche bianchi o rosati, sono riuniti in grappoli (racemi) situati alle ascelle delle foglie superiori, sono muniti di una corolla tubolare terminante in una fauce con il labro superiore bilabiato e l’inferiore trilobato, struttura tipica delle labiate.

Il calice, anch’esso campanulato, è bilabiato e tomentoso.

La fioritura si protrae da marzo a ottobre, tutto l’anno in zone protette, specie nel Sud e nelle isole.

L’impollinazione è di tipo entomofila (ad opera di insetti).

Il frutto è composto da 4 acheni racchiusi in fondo al calice persistente.

coltivare rosmarino

Habitat: terreno e clima ideale

Tipico delle regioni mediterranee, il rosmarino cresce spontaneo nelle radure e nei boschi delle zone rivierasche. È una pianta spesso coltivata negli orti, ma anche in vaso, a scopo culinario dove viene impiegato per l’aroma delle sue foglie.

Il rosmarino teme le forti gelate, la nebbia e i terreni troppo umidi. La temperatura non dovrebbe mai scendere sotto ai -5°C.

Il rosmarino predilige terreni aridi e sassosi, dove l’acqua drena velocemente, areali tipici delle regioni meridionali. Tuttavia, questo arbusto riesce ad adattarsi molto bene anche a suoli con caratteristiche molto diverse, trovando spazio anche negli orti e in aree verdi del nord Italia.

Un’attenzione speciale va posta se si vuol coltivare in presenza di terreni particolarmente compatti e argillosi. In questa tipologia di suolo, sfavorevole all’apparato radicale del rosmarino, sarà fondamentale mischiare al terreno della sabbia o del terriccio sassoso.

Una buona esposizione solare è ben gradita dal rosmarino, anche se si adatta molto bene a esposizioni parzialmente ombreggiate. Predilige un clima temperato caldo, caratteristico del bacino del mediterraneo, ma sopporta pure inverni freddi e temperature rigide, tipiche dell’Italia settentrionale. Grazie a questa spiccata adattabilità, lo si può coltivare anche in collina e in montagna fino a una quota di circa 1000 metri, basta proteggerlo dalle gelate con paglia avvolta da un apposito telo (che puoi trovare qui ). Nel caso di pianta in vaso, sarà bene collocarlo in serra o in una struttura riparata.

Moltiplicazione per talea, semina e suddivisione

La riproduzione per talea è un’operazione abbastanza facile. Si esegue recidendo l’estremità di un ramo e, dopo averlo posto in un recipiente d’acqua per 3 o 4 giorni in modo da facilitare la radicazione, si interra in un vaso di 10/15 cm di diametro contenente torba e sabbia. Anche se l’attecchimento delle talee di rosmarino hanno un’alta possibilità di riuscita, è consigliabile effettuare questa operazione utilizzando 2 o 3 rametti che verranno ospitati in altrettanti vasi. Le nuove talee vanno posizionate in zona calda e ombreggiata, andranno innaffiate regolarmente, senza creare ristagni, fino al completo radicamento. In seguito, basteranno saltuarie innaffiature.

L’operazione del taglio della talea va fatta in concomitanza di temperature miti per evitare pericolosi stress alla pianta; per tale motivo è preferibile evitare trapianti in inverno o in piena estate. Ideali sono i mesi di marzo/aprile, oppure settembre. Dopo qualche tempo, il rametto piantato emetterà delle radici; fino a quel momento è bene tenerlo al riparo. Successivamente, potrà essere tolto dal vaso e messo a dimora, operazione questa che non presenta difficoltà e non richiede grande esperienza.

La semina non è una tecnica di moltiplicazione molto usata per questa specie, ciò è dovuto alla bassa germinabilità dei semi e alla irregolarità delle caratteristiche morfologiche delle nuove pianticelle, non sempre uguali alla pianta madre. Comunque, volendo affidarsi a questa tecnica, la semina si effettua nel periodo primaverile, quando la temperatura è ottimale. Va fatta in semenzaio oppure in vaso.

Anche la suddivisione della pianta è un’operazione che deve essere eseguita in primavera. Per questa tecnica si utilizzano piantine di due anni d’età cresciute insieme, si dividono e si trapiantano alla distanza di un metro quadrato circa per ognuna.

Sesto d’impianto

Se nel giardino di casa si vuole coltivare più di una pianta di rosmarino, sarà bene ricordare che questa aromatica cresce sviluppando un folto cespuglio. Lo spazio necessario da mantenere tra due piante sarà quindi di circa 50 – 60 cm.

Messa a dimora

Volendo collocare il rosmarino in piena terra, occorrerà scegliere una posizione favorevole, cioè con una buona esposizione al sole, e poi scavare una buca di almeno 30 cm di diametro e profonda 50/60 cm in cui posizionare la nuova pianticella di rosmarino. Il terreno dovrà essere ben lavorato e friabile, in modo da renderlo maggiormente drenante. A questo punto preleviamo la pianta dal vaso, facendo attenzione a non rompere il pane di terra, che si presenterà unito e ben compatto grazie alla ramificazione radicale. Infine, possiamo adagiare la pianta nel terreno e riempiamo la buca con il terriccio, compattandolo bene tutt’attorno. Finita l’operazione, bagniamo il terreno lasciando scorrere l’acqua molto lentamente, per consentigli di arrivare delicatamente fino alle radici.

Coltivazione in vaso

In caso non si disponga di un giardino, è possibile coltivare il rosmarino in vasi ben capienti (come questo da 60 cm di diametro ) da collocare su terrazzi o balconi. In tal modo, questa aromatica contribuirà col colore dei suoi fiori e il suo gradevole profumo a rendere piacevoli e rilassanti le giornate soleggiate trascorse in casa.

L’esposizione del balcone non deve essere rivolta a nord, dove non arriva mai il sole e dove d’inverno persiste il ghiaccio.

Il diametro del vaso deve essere commisurato in base alle dimensioni e all’età della pianta; ogni 2 anni è consigliabile rinvasare la pianta scegliendo un vaso con diametro maggiorato di 10 cm, in modo da lasciare 5 cm di terra nuova attorno alle radici della pianta e quindi dar la possibilità all’apparato radicale di continuare lo sviluppo.

Dopo 3 o 4 rinvasi, quando non sarà più possibile aumentare la grandezza del vaso, si potrà provvedere, ogni 3 anni, alla sostituzione della parte esterna di terreno accorciando leggermente le radici.

Per coltivare il rosmarino in vaso sono disponibili sacchi di terreno con caratteristiche leggere e drenanti come ad esempio torba mista sabbia. Essendo il rosmarino una pianta che teme molto i ristagni idrici è opportuno non collocare il sottovaso, favorendo quindi un veloce drenaggio con conseguente rapido asciugamento del terreno.

Irrigazione e concimazione

La pianta di rosmarino sopporta benissimo periodi prolungati di siccità: cresce infatti spontanea lungo le coste mediterranee, dove l’estate è caratterizzata da un clima secco e la pioggia può mancare per diversi mesi consecutivi.

Nei giardini di casa è bene provvedere a delle irrigazioni solamente d’estate, ogni 15 giorni circa se la pianta in questo arco di tempo non si è già servita dell’acqua piovana. Una maggiore attenzione va posta per le nuove piantine: per il primo anno di vita è opportuno, infatti, irrigare più frequentemente.

Anche per le piante di rosmarino coltivate in vaso, durante il periodo caldo, è necessario irrigare almeno una volta a settima, essendo l’apparato radicale impossibilitato a raggiungere l’umidità, che solitamente persiste in pieno campo, a una certa profondità.

Il rosmarino è una pianta rustica, con spiccata adattabilità a terreni aridi e talvolta poveri. Per mantenere la pianta vigorosa e sana non sono necessarie pertanto concimazioni programmate. Si possono tuttavia apportare degli elementi nutritivi con una modesta concimazione invernale. Del letame maturo o dello stallatico in pellet saranno sufficienti per apportare nel terreno gli elementi primari necessari affinché la pianta mantenga un ottimo sviluppo.

pianta di rosmarino

Potatura del rosmarino

La pianta di rosmarino sopporta bene le potature; il periodo migliore per regolare la pianta è la primavera. Solitamente le potature di questa aromatica servono per regolarne la larghezza e l’altezza, in base alle diverse esigenze dettate dal luogo in cui cresce la pianta. Anche tagli delle parti secche o danneggiate sono da effettuare una volta all’anno.

Si possono eseguire anche potature di diradamento in presenza di piante vecchie, dove solitamente i rami, cresciuti molto fitti, non lasciano penetrare sole e aria nella parte centrale della pianta.

Malattie e parassiti

Di norma coltivare il rosmarino non riserva difficoltà o inconvenienti. Una volta messa a dimora la pianta e superato il primo anno, la si può praticamente lasciar inosservata e tagliare i rametti quando necessario. L’unico accorgimento di rilievo è quello di non creare troppa umidità nel terreno con frequenti irrigazioni, evitando quindi possibili ristagni idrici che potrebbero favorire marciumi radicali.

Raccolta e conservazione

Le foglie e i rametti si raccolgono praticamente durante tutto l’anno, anche se il periodo migliore, in cui la pianta è più ricca in principi attivi, è la primavera.

Si utilizzano preferibilmente le foglie fresche. I rametti, riuniti in fascetti, si possono conservare, essiccati all’ombra, posti in un vaso di vetro.

Proprietà e usi

Pianta usatissima in cucina, il suo aroma è dato dall’olio essenziale contenuto nelle foglie.

Le proprietà medicinali del rosmarino sono notevoli. Viene principalmente utilizzato come aromatizzante in varie ricette culinarie, è poi un buon antispasmodico, digestivo, diuretico, balsamico e stimolante, indicato contro la depressione, nella spossatezza, nella convalescenza, contro il mal di testa e la fatica intellettuale, indicato per aiutare la memoria. L’infuso viene utilizzato per stimolare le funzioni dello stomaco, la produzione della bile e per quanti soffrono di vertigini, asma ed inappetenza. Famoso è il tonico chiamato “Acqua della regina d’Ungheria” (acquistabile qui).

La leggenda narra che nel 1370, la regina Isabella d’Ungheria, all’età di 72 anni, afflitta dai dolori reumatici, ebbe in dono un distillato a base di rosmarino realizzato da un alchimista, grazie al quale riacquistò la salute e la giovinezza.

Per uso esterno, gli estratti di rosmarino, utilizzati nell’acqua del bagno, conferiscono vigore ed energia a tutto il corpo. Sono impiegati anche in numerose forme cosmetiche, in particolare nella realizzazione di preparati utili per rinforzare i capelli, in prodotti indicati per detergere e purificare la pelle, in dentifrici e collutori.

L’olio essenziale di rosmarino è utilizzato in profumeria, in campo cosmetico, farmaceutico e liquoristico. Con l’essenza di rosmarino si realizza un unguento impiegato contro contusioni, distorsioni dolori muscolari e articolari.

Storia e curiosità

Nell’antica Roma, come anche nella Grecia antica, il rosmarino veniva bruciato come l’incenso, fragranza offerta alle divinità. Considerato pianta magica, era ritenuto in possesso di poteri afrodisiaci e, per questo, consacrato alla dea Afrodite. Con il rosmarino gli antichi sacerdoti realizzavano supposti filtri magici e svariate preparazioni propiziatorie. Era ritenuto in grado di allontanare il malocchio e garantire la fedeltà coniugale.

Considerato come simbolo dell’immortalità, era ritenuto capace di preservare la memoria anche nell’aldilà. Per tale motivo, anticamente veniva posto tra le mani dei defunti, affinché fossero in grado di ricordarsi dei loro cari durante il loro ultimo viaggio, fino a portare il loro ricordo anche nell’altro mondo.

Le foglie di rosmarino, oltre ad aromatizzare i cibi, li rendono più digeribili ed appetitosi. Il suo aroma, forte e pungente, lo rende molto apprezzato per le grigliate, gli arrosti, lo spiedo, il pesce e la carne in genere, rendendoli più gustosi e saporiti.

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