I dieci (+1) migliori giochi sostenibili da tavolo

Divertenti, coinvolgenti, avvincenti, spesso educativi e, “dettaglio” non da poco, rigorosamente eco-friendly: sono loro, i giochi da tavolo, immancabili compagni di gioco e di crescita dei bambini e ragazzi (ma anche adulti) di sempre.

E sì, anche oggi, nonostante l’inarrestabile spopolare di smartphone, tablet, consolle & co. con cui si contendono faticosamente il ruolo di passatempo preferito: anche oggi continuano a divertirci, unirci, metterci attorno ad un tavolo, ma anche su un prato o su una spiaggia, per farci trascorrere indimenticabili pomeriggi o serate insieme, tra sorrisi e risate.

Continuano a tentare di distrarci dal compulsivo “svago” tecnologico – così come noi genitori li sfruttiamo come validi, anche se non sempre vincenti stratagemmi per distogliere di nostri ragazzi dagli schermi – regalandoci momenti preziosi che nessun dispositivo potrà mai creare.

Il gioco dell’oca

Si può definire senza esagerare il gioco da tavolo “per eccellenza”, senz’altro l’antesignano più noto e tra i più conosciuti e diffusi: e pensare che si basa sulla semplicità di un percorso composto da 63 caselle (ma in alcuni casi fino a 90) in cui i giocatori, lanciando due dadi e spostandosi di un numero di caselle pari a quello ottenuto, devono raggiungere l’ultima casella al centro della spirale.

Se la casella di arrivo è occupata dalla pedina di un altro giocatore, la pedina di arrivo ne prende il posto. Nel gioco tradizionale, alcune caselle hanno un valore speciale: quelle raffiguranti delle oche permettono di spostarsi subito in avanti di un numero di caselle pari a quelle coperte dal movimento appena effettuato. Ecco altri numeri “particolari”: la casella 6 è il ponte, dove si paga la posta e si va alla casella 12; la casella 19, “casa” o locanda, impone il pagamento della posta la sosta per un turno; le caselle 31, “pozzo” e 52, “prigione”, prevedono di rimanere fermi fino a quando non arriva un’altra pedina, che viene a sua volta imprigionata; la casella 42, labirinto, costringe a pagare la posta e a tornare alla casella 39; la 58, scheletro, impone di ricominciare dall’inizio.

Infine la casella d’arrivo deve essere raggiunta con un lancio di dadi dal numero esatto: in caso contrario si deve retrocedere dei punti in eccesso.

Risiko!

Tra i più classici e amati in tutto il mondo, non può certo non figurare tra i 10 migliori giochi da tavolo: parliamo di Risiko, che permette di divertirsi in famiglia o con gli amici, con un minimo di 3 fino a un massimo di 6 giocatori, sfidandosi nell’avvincente conquista di territori lontani.

Strategia e astuzia sono le parole chiave di questo gioco, prerogative che lo tendono ideale per i bambini dai 10 anni in su: è necessario infatti posizionare con accortezza e ingegno i mini carrarmati del proprio esercito per raggiungere l’obiettivo segreto pescato tra le carte all’inizio del gioco, battendo gli avversari con mosse ben ragionate. In grandi e piccoli, Risiko stimola e allena concentrazione, pazienza, pensiero logico e perseveranza, oltre a far imparare ai bambini (e ripassare a tutti!) la geografia mondiale.

Nelle sue varianti più recenti, Risiko è ancora più coinvolgente con la sfida “time attack”, che consente di impostare la durata delle partite riducendo il tempo per raggiungere il proprio obiettivo: se nessuno ci sarà riuscito nei tempi previsti, la vittoria andrà al giocatore con più territori controllati in quel momento.

Cluedo

Da sempre, affascina con la sua ambientazione che evoca l’atmosfera dei classici “gialli”. Nella splendida e ricca residenza inglese Tudor è stato commesso un efferato omicidio: scopo del gioco è scoprire per primi chi ha commesso il delitto, in quale locale della casa e con quale arma. L’indagine si svolge sul tabellone, esplorando le varie stanze e interrogando gli altri giocatori. Raccogliendo via via sempre più indizi sarà possibile escludere i vari sospettati e arrivare alla scoperta delle risposte che sono contenute nella busta del delitto al centro del tabellone, sotto forma di carte: chi è stato a commettere il crimine, dove ha agito, di quale arma si è servito. Bisogna fare attenzione, però, ad essere ragionevolmente certi delle proprie ipotesi: chi indovina viene proclamato vincitore, ma chi sbaglia… viene automaticamente eliminato!

Cluedo stimola l’intuito, la logica, l’ingegno, aiuta i ragazzi a concentrarsi e a ragionare sulle ipotesi degli avversari, non solo: “intriga” anche con le sue atmosfere misteriose e attrae anche i più piccoli, facendoli sentire dei veri detective. Il tutto in un tempo di durata contenuto, senza annoiare mai.

Monopoly

Vero e proprio classico intramontabile, amato da giocatori di ogni età e declinato in tante varianti, Monopoly non è facilissimo da imparare: infatti le regole sono tante e molte famiglie personalizzano, spesso semplificandole, quelle pubblicate sul manuale ufficiale.

Pensato per giocatori di almeno 8 anni, perché richiede strategia e capacità cooperativa, mette a confronto da un minimo di 2 ad un massimo di 8 giocatori (anche se le partite di coppia non sono ideali, a causa delle meccaniche del gioco).

Lo scopo di Monopoly è diventare il giocatore più ricco al termine di una partita a tempo o l’ultimo concorrente in gioco, dopo che tutti gli altri sono finiti in bancarotta.

Si gioca con un tabellone su cui sono stampate molte caselle divise per colori in varie vie, corsi e imprese societarie. Sono presenti poi le caselle probabilità ed imprevisti, la prigione e la casella del via. Nella scatola sono inclusi anche 6 pedine diverse due dadi, le carte dei contratti, le case in miniatura di diversi colori ed i soldi stampati.

Un consiglio: una buona idea per non protrarre la partita all’infinito (rischiando di annoiare soprattutto i più piccoli!) è impostare un timer su 1 o massimo 2 ore: quando scade il tempo, tutti i giocatori contano i propri soldi, il valore di tutte le proprietà non ipotecate, metà del valore di tutte le proprietà ipotecate e il valore di tutte le case e gli alberghi. Il più ricco ovviamente sarà il vincitore!

Brivido

Emozionante e suggestivo, perfetto anche per i più piccoli (che possono impararlo tranquillamente a partire dai 6 anni), il suo nome dice tutto: Brivido dà il via a sfide appassionanti e “paurosissime” in un castello tridimensionale abitato da un fantasma fluorescente, che tende pericolosi tranelli in modo del tutto inaspettato. Avanzando col proprio personaggio tra passaggi segreti, cercando di evitare insidiose trappole, il vincitore sarà chi per primo riesce a fuggire dal maniero infestato… per infinite partite col fiato sospeso fino all’ultimo secondo!

Battaglia navale

Logica e concentrazione sono le chiavi di un gioco classico, antichissimo, che non annoia mai: ogni giocatore dispone segretamente le sue navi (di lunghezze variabili) su una griglia quadrata. Ciascuno poi “spara” alla griglia dell’altro chiamando una coordinata ben precisa, mentre l’altro risponderà con “colpito!” o “mancato!”. A vincere sarà naturalmente chi abbatterà per primo tutta la flotta avversaria. Semplice ma sempre divertente, Battaglia navale è apprezzatissimo anche nella sua versione portatile e in quella elettronica con tanto di luci e suoni.

Pronti ad affondare il nemico?

Trivial pursuit

Celebre sfida ad alto coefficiente di coinvolgimento sulla cultura generale, con ben 2.400 domande suddivise in 6 categorie: geografia, intrattenimento, storia, arte e letteratura, scienza e natura, sport e tempo libero. Quando un giocatore arriva sulla casella di una categoria conquista il cuneo colorato corrispondente se risponde correttamente alla domanda: ad aggiudicarsi la vittoria sarà il primo giocatore che ottiene 6 cunei di colori diversi e risponde nel modo giusto al quiz finale. Rielaborato negli anni in diverse varianti, ne prevede anche una dedicata specificamente alle famiglie, con domande differenti per adulti e ragazzi. Educativo eppure divertente, Trivial pursuit consente di sfidarsi sia singolarmente che in squadre.

Indovina chi?

Semplicissimo e intuitivo, e forse per questo adorato dai giocatori più giovani, Indovina chi prevede soltanto due sfidanti: a ciascuno viene consegnato un tabellone sul quale sono disposte 24 figurine/caricature, dotate di finestrelle apribili, che rappresentano altrettanti personaggi, ognuno contraddistinto da diverse caratteristiche fisiche (colore della pelle, colore dei capelli, occhiali, barba o baffi, cappello…) e identificato dal proprio nome. Ogni giocatore sceglie poi una venticinquesima figurina, scelta da un mazzo a parte, che raffigura uno dei personaggi: scopo del gioco è indovinare per primi la figura posseduta dall’avversario, procedendo per esclusione.

Ciascun giocatore, a turno, può porre una domanda circa una caratteristica dell’aspetto del personaggio avversario: in base alla risposta, che può essere solo ed esclusivamente “sì” o “no”, si procede eliminando tutte le figurine che non si adattano alla caratteristica (ad esempio, un giocatore può chiedere se il personaggio misterioso porta gli occhiali: in caso di risposta affermativa possono essere eliminati tutti i personaggi che non li portano).

Scopo del gioco è indovinare per primi il personaggio posseduto dall’avversario, ripetendo e incrociando le domande in più turni, fino ad eliminare tutte le figure tranne una (determinate domande o sequenze di domande permettono ovviamente di eliminare in minor tempo un numero maggiore di figure).

Pictionary

Gioco in scatola tra i party game (cioè i giochi ideali per gruppi di amici) più apprezzati, Pictionary coinvolge e diverte immancabilmente fin da quando è uscito, a metà degli anni ‘80. 

Questo grazie alla facilità di apprendimento, al grande divertimento che scatena e alla sua estrema semplicità: basti pensare che è possibile giocarci anche… non avendo il gioco, ma creandone una versione fai da te semplicemente utilizzando dei fogli e delle matite!

Consigliato per giocatori dagli 8 anni in su, è adatto anche a bambini più piccoli proprio perché è così semplice e immediato. Spesso si pensa che per vincere a Pictionary bisogna saper disegnare bene… in realtà è più importante cercare di rendere l’idea di una parola con pochi tratti e, soprattutto, avere una squadra “sveglia”, capace di carpire al volo gli indizi. Nella scatola da gioco, oltre che matite e foglietti (o lavagnette nella versione più recente), c’è un tabellone colorato che tiene segno del punteggio e dice ai partecipanti cosa disegnare.

Scarabeo

Altro gioco in scatola “per antonomasia” che non può mancare nel nostro decalogo, Scarabeo permette sfidarsi tra 2 fino a un massimo di 4 giocatori, componendo parole sulla griglia: vince chi conquista più punti creando termini di senso compiuto.

Tra i migliori giochi da tavolo per allenare la conoscenza della lingua italiana nei giocatori di tutte le età, Scarabeo stimola pazienza, riflessione e concentrazione per creare il più parole possibili sfruttandone i vari incroci sul tabellone.

Taboo

260 carte, oltre 1000 parole misteriose da indovinare per innumerevoli esilaranti sfide… è Taboo, dedicato a chi ha almeno 13 anni: scopo del gioco è far indovinare ai membri della propria squadra un concetto, senza però pronunciare una delle cosiddette parole “proibite”, ossia un elenco di cinque termini correlati a quello da indovinare.

Un esempio? Per far indovinare la parola arresto non si possono utilizzare i vocaboli polizia, stop, liberare, imprigionare e manette. Via libera all’ingegno, alla fantasia e … sicuramente a tante risate!