Coltivazione dei fagioli: tecniche e consigli

Phaseolus vulgaris, popolarmente conosciuto come fagiolo, è una pianta che appartiene alla famiglia delle Leguminose. Questo importante ortaggio, originario del Perù, è stato importato in Europa dopo la scoperta delle Americhe, ricevendo subito grande interesse da parte dei coltivatori e quindi diffusosi molto rapidamente in particolar modo nelle zone caratterizzate da estate calda.

Una pratica suddivisione classifica questo ortaggio in due grossi gruppi: fagioli nani, di altezza massima 45 cm e fagioli rampicanti, di altezza superiore ai 2 metri. Entrambe le varietà possono sviluppare baccelli e semi di diverso colore: verde, marrone, giallo, rosso. Una successiva suddivisione si può effettuare in funzione del diverso aspetto della parte edule, cioè quella che viene utilizzata in cucina: i fagioli che sviluppano i semi come unica parte commestibile (fagioli classici) e quelli che, oltre ai semi, hanno anche il baccello commestibile (conosciuti come fagiolini).

Sia fagioli che fagiolini appartengono alla stessa specie, avendo per cui molte caratteristiche in comune sotto il punto di vista della coltivazione; tuttavia in questo articolo ci concentriamo sui fagioli, dedicando un articolo separato alla coltivazione dei fagiolini, essendo considerati due ortaggi diversi.

Fagiolo nano

Negli orti familiari di piccole dimensioni può essere conveniente coltivare la varietà nana, per il ciclo vegetativo più breve che serve alla pianta per portare a maturazione i semi e, di conseguenza, favorire una più rapida rotazione colturale. Altri vantaggi, nel coltivare la varietà nana in piccoli appezzamenti di terreno, sono legati al fatto che piante di modeste dimensioni non rischiano di fare ombra ad altre colture posizionate vicino ad esse.

Sotto il punto di vista del mantenimento, il fagiolo nano non necessita di reti sulle quali arrampicare; per questo motivo è consigliabile effettuare delle ripetute rincalzature aiutando la pianta a mantenere un portamento verticale sostenendola dalla base.

Fagiolo rampicante

Avendo la possibilità di sfruttare ampi spazi, il fagiolo rampicante è sicuramente un’ottima coltura sulla quale investire in ottica produttiva. Questa varietà infatti, cresce molto vigorosamente e, rispetto al fagiolo nano, a parità di superficie coltivata è molto più produttivo.

Il fagiolo rampicante necessita di tutori, sui quali i lunghi fusti che si ergono dal terreno possono attorcigliarsi, essendo questa pianta sprovvista di veri e propri appigli, a differenza dei piselli che tramite la predisposizione dei viticci riescono ad arrampicarsi su analoghe strutture.

Per formare tali strutture, solitamente si utilizzano dei pali, o dei legni, ben piantanti nel terreno, a distanza di circa 2 metri uno dall’altro, mantenendo la stessa direzione in modo da formare una fila dritta. A questi pali andrà successivamente fissata una rete, reperibile nei consorzi agricoli o che potete trovare comodamente su Amazon.

Quando la pianta avrà raggiunto l’altezza massima della rete, conviene cimare il germoglio principale, per favorire lo sviluppo dei rami laterali e aumentare di conseguenza la fioritura.

Terreno ideale e concimazione

Una profonda vangatura prima della semina dei fagioli permetterà al terreno di assumere le caratteristiche necessarie per ottenere buoni risultati in termini produttivi e abbassare di molto la possibilità di incappare in inconvenienti o problematiche legate a eccessi d’umidità nel terreno.

Questo ortaggio, infatti, teme molto i ristagni idrici, che possono indurre le piante a subire attacchi fungini o marciumi radicali. Un terreno a medio impasto, sciolto, areato e fertile, con pH compreso tra 5,5 e 7 è l’ideale per coltivare al meglio il fagiolo.

Per quanto riguarda la concimazione, bisogna ricordare che il fagiolo, insieme a tutte le altre leguminose, non necessita di grandi quantità d’azoto, essendo la pianta stessa in grado di immetterlo nel terreno catturandolo dall’aria e trasportandolo fino alle proprie radici, dove attraverso dei tubercoli viene rilasciato nel terreno.

Considerando questa peculiarità, l’appezzamento di terreno dove andremo a coltivare i fagioli sarà concimato senza eccedere in quantità di sostanza organica, letame ben maturo 2 – 3 kg per metro quadro o stallatico in pellet con rapporto 10:1, quindi 2 – 3 etti per metro quadro.

Un elemento fondamentale che non deve mancare nel terreno, per un’ottimale coltivazione dei fagioli, è il potassio, che si può apportare in maniera naturale spargendo nel terreno della cenere di legna, contenente un’altissima quantità di questo prezioso elemento.

Clima ideale e esposizione solare

Il fagiolo predilige un clima temperato caldo, caratterizzato da temperature minime che non scendono al di sotto dei 10 – 12 gradi e temperature massime che non superano i 33 gradi. Climi troppo rigidi possono indebolire le giovani piantine fino a portarle alla morte o, nel caso in cui i semi dovessero ancora germogliare, essi potrebbero marcire a causa del troppo tempo trascorso a contatto col terreno senza esser riusciti a germinare a causa delle basse temperature. Climi eccessivamente caldi invece, possono indurre una cascola dei fiori andando di fatto a impattare in maniera negativa sul raccolto.

Una buona esposizione solare è necessaria per portare a maturazione i semi del fagiolo. Tale esposizione, inoltre, favorirà un rapido asciugamento del terreno in caso di piogge prolungate, condizione sfavorevole per la pianta del fagiolo.

fagiolo rampicante

Quando seminare e fase lunare

Solitamente questo ortaggio lo si semina direttamente nell’orto, quando il clima e le temperature voltano verso la bella stagione, non si rischiano gelate tardive e il sole riesce a scaldare adeguatamente il terreno. Tra il nord e il sud Italia la fase della semina può subire anche un mese di differenza, iniziando nelle regioni meridionali verso la metà di marzo, per arrivare nell’Italia settentrionale verso la metà di aprile.

Per i fagioli nani, che necessitano di un ciclo colturale molto più corto per arrivare alla produzione, si possono tuttavia prolungare le semine, eseguendole a scalare fino a estate inoltrata, avendo così a disposizione fagioli freschi fino all’autunno.

Se si desidera seguire la faselunare, per la semina dei fagioli è consigliata la luna crescente, che favorirà lo sviluppo della parte aerea della pianta, per cui anche fiori e di conseguenza baccelli e semi.

Come seminare e sesto d’impianto

I fagioli si seminano a circa 1,5 cm di profondità nel terreno, effettuando dei solchi paralleli distanti tra loro circa 50 cm, in caso si voglia seminare la varietà nana. I semi si possono adagiare a circa 5 cm di distanza uno dall’altro oppure si possono effettuare delle postarelle, cioè sotterrare nello stesso punto 4 – 5 semi, lasciando tra ogni postarella circa 20 cm.

Questa tecnica è conveniente in caso non si disponga di un terreno particolarmente leggero e soffice; infatti i germogli, crescendo contemporaneamente e collocati nello stesso punto, avranno meno difficoltà a bucare il terreno, soprattutto in caso questo si sia seccato per l’effetto di temporali seguiti da sole intenso o venti.

Se invece volessimo coltivare fagioli rampicanti, sarà necessario adagiare nei solchi meno semi, uno ogni 10 cm, oppure, una postarella contenente 2 semi ogni 20 cm, lasciando almeno un metro di distanza tra due file parallele.

Mantenimento delle piante

Come abbiamo già visto nel paragrafo dedicato ai fagioli rampicanti, un’operazione molto importante è quella che riguarda l’impianto e il fissaggio di tutori e reti per assecondare e sostenere i lunghi fusti delle piante di fagioli. Questo lavoro deve essere svolto assicurandosi che le strutture predisposte siano fissate con fermezza per assicurare la stabilità anche quando le piante saranno in piena produzione (e quindi peseranno maggiormente) e durante i possibili temporali estivi, spesso accompagnati da forti venti.

Inoltre, è necessario mantenere sempre sotto controllo le erbe infestanti attraverso saltuarie sarchiature, che permetteranno alle piante di fagioli di assimilare tutti i nutrienti del terreno senza subire la concorrenza delle malerbe. Questa operazione servirà anche per mantenere la crosta superficiale del terreno maggiormente fertile e ossigenata.

Irrigazione delle piante e pacciamatura

Il fagiolo non necessita di elevate quantità d’acqua, e l’irrigazione dovrà essere commisurata a seconda della stagione e della fase colturale della pianta. Il momento più delicato è la fioritura, durante la quale un buon apporto d’acqua favorirà l’allegagione dei nuovi baccelli. Nella coltivazione dei fagioli rampicanti, dove la fioritura avviene a scalare, seguendo la crescita della pianta, sarà necessario irrigare più frequentemente, senza mai eccedere, per non creare pericolosi ristagni idrici.

Una pratica molto utilizzata negli orti casalinghi, che favorisce una maggiore umidità per un tempo più prolungato nel suolo, è la pacciamatura. Spargendo della paglia intorno ai fusti delle piante possiamo infatti irrigare un po’ meno, creando uno strato che proteggerà il terreno dai raggi solari. Questa pratica è ottima anche per controllare e ridurre la crescita delle erbe infestanti.

Rotazione culturale e consociazioni

Come per quanta riguarda le altre leguminose, anche il fagiolo, nell’ottica della rotazione culturale, riveste un ruolo importantissimo all’interno dell’orto. Questo ortaggio, così prezioso per l’apporto naturale di azoto che riesce a immettere nel terreno, può essere seguito da ortaggi molto ghiotti di questa sostanza nutritiva, come ad esempio: pomodori, peperoni, melanzane e patate.

Nell’orto, buoni vicini per il fagiolo sono: pomodori, insalate, ravanelli, rape e cetrioli. Invece meglio non accostare il fagiolo con: aglio, cipolla e finocchi.

Raccolta dei fagioli e mantenimento

Il tempo necessario per la maturazione del fagiolo è soggetto a differenze di varietà, oltre che dal luogo dove lo si coltiva. Generalmente impiega dagli 80 ai 130 giorni per arrivare a completa maturazione. Quando i fagioli sono pronti per la raccolta lo si nota dal baccello che tende all’appassimento, facendo risaltare in modo evidente i semi al proprio interno.

Dopo aver sgusciato i semi ed eliminato i baccelli, i semi si possono comodamente conservare in contenitori o appositi sacchetti riposti nel freezer. Un’elevata produzione di questo ortaggio durante i mesi estivi, grazie a questa comoda tecnica di mantenimento, assicurerà al coltivatore fagioli genuini e biologici, per tutta la stagione invernale.

Avvertenze

La maggior parte degli ortaggi che si coltivano nel proprio orto possono essere consumati crudi, tuttavia per i fagioli non è così. Questo ortaggio, prima di essere consumato, deve necessariamente essere cotto a causa di una proteina velenosa, chiamata fasina. Questa proteina viene distrutta dal calore di cottura rendendo quindi i fagioli commestibili.

Lascia un commento