Menta piperita: proprietà, usi e curiosità

Cos’hanno in comune un dentifricio, un gelato, uno shampoo, una sigaretta, uno sciroppo, un cioccolato, una medicina contro il raffreddore o il mal di testa e il mal di stomaco, una granita, un profumo, un unguento, una bevanda alcoolica e una non alcoolica? Una cosa sola… La menta! Tali e tanti sono i settori dove quest’erba aromatica viene impiegata.

Chi non ha mai apprezzato il gusto fresco e intenso di una granita o di un gelato alla menta in una torrida giornata estiva, o assaporato un mojito (cocktail cubano) la sera al bar con gli amici? Per non parlare poi degli innumerevoli altri prodotti alimentari, medicinali, detergenti e cosmetici d’uso comune in cui viene impiegata questa pianta.

Insomma, la menta, grazie alle sue qualità organolettiche, al fresco profumo delle sue foglie e alle sue proprietà balsamiche e medicinali, è una delle erbe aromatiche più conosciute e utilizzate in numerosi settori commerciali. Per tale motivo è anche una delle piante più coltivate, più o meno, in tutti i continenti.

La prima coltivazione su larga scala pare sia avvenuta in Inghilterra, attorno al 1750, nella regione del Mitcham, vicino a Londra, e da lì si è poi diffusa in tutto il mondo, molto meno ai tropici dove il clima, troppo caldo, non è favorevole al suo sviluppo.

Ancora oggi nel Mitcham vi è uno dei più importanti centri per l’estrazione del mentolo e del prezioso olio essenziale di menta.

Il nome della specie “piperita” deriva dal greco piperatus che significa acre, pungente, in relazione al suo intenso sapore, mentre il nome del genere “Mentha” fa riferimento a Mintha, la ninfa della mitologia greca.

La coltivazione della menta piperita è molto semplice; anzi, più difficile è contenere la sua propagazione. Infatti, la menta è una pianta parecchio infestante. Non ha difficoltà di adattamento, si sviluppa bene in ogni condizione: in piena terra, in giardino o in vaso sul balcone.

Descrizione della pianta

La menta piperita (Mentha piperita) è una pianta erbacea, perenne, stolonifera, appartenente alla famiglia delle Lamiaceae.

Tutte le varietà di menta in generale tendono ad ibridarsi facilmente con specie appartenenti allo stesso genere, e anche con altre specie facenti parte della medesima famiglia. Questo polimorfismo ha portato alla comparsa di numerose forme ibride (più di cento), tra cui: M. acquatica, M. sylvestris, M. spicata, M. suaveolens, M. pulegium, tanto per citarne qualcuna. Pertanto, la loro classificazione risulta spesso assai difficoltosa.

Anche la menta piperita, forse la più conosciuta e utilizzata, non è una specie pura, ma un ibrido realizzato nel 1696 dal botanico inglese John Ray. Si tratta di un incrocio derivato tra la menta acquatica e la menta spicata (o viridis), artifizio conseguito allo scopo di ottenere una specie ad elevata concentrazione di mentolo, principio attivo specifico della menta.

L’apparato radicale è rizomatoso, alquanto sviluppato e ricco di stoloni che originano da gemme localizzate in prossimità del colletto, vicino al suolo. Dalle ramificazioni stolonifere, in prossimità dei loro nodi, si generano nuove radici dalle quali nascono nuove pianticelle che diffondono rapidamente sul terreno circostante. In tal modo la menta prolifera e si propaga tutt’attorno.

I fusti sono a sezione quadrangolare, presentano estese ramificazioni, erette oppure striscianti, l’altezza varia da pochi centimetri fino a 70 cm circa, il colore dal verde tende verso il rosso scuro virando fino al viola.

Le foglie sono opposteericoperte da una fitta peluria,brevemente picciolate, di forma oblungo-lanceolata, a margine dentato e di un bel colore verde brillante. Nella pagina inferiore sono situate le vescicole contenenti l’olio essenziale. Allo sfregamento, le vescichette si rompono liberando il loro tipico profumo fresco e intenso.

I fiori, violaceo-rosati, a volte anche bianchi, sono riuniti in verticilli costituiti da strutture simili a brevi spighette; la corolla è di tipo gamopetala (con petali uniti tra loro) e campanulata, e presenta quattro lobi.

Il calice è lievemente peloso e campanulato e presenta cinque denti.

Il frutto è un tetrachenio contenete acheni, piccolissimi semi.

La fioritura avviene da giugno a settembre, secondo le diverse zone climatiche.

Esistono due varietà di menta piperita: la più conosciuta è quella cosiddetta menta piperita nera o rubescen. Questa presenta uno stelo rosso-scuro, la pagina inferiore delle foglie ha riflessi rossastri scuri. Si tratta di una specie rustica, ricca di mentolo e oli essenziali, e per questo è la più coltivata.

L’altra varietà, chiamata menta piperita bianca (o pallescens) per il colore verde chiaro di tutte le parti aeree della pianta e per i suoi fiori bianchi, è una varietà molto pregiata che viene coltivata, in particolare, in Piemonte e precisamente a Cuneo. Il suo olio essenziale, dal profumo intenso, ma molto delicato, è considerato uno degli oli essenziali di menta tra i migliori al mondo.

Habitat

Mentha piperita

La menta piperita si pensa sia originaria dell’Europa. Spesso viene coltivata negli orti e nei giardini, ma la si incontra anche allo stato selvatico nei luoghi freschi e umidi, dal mare alla montagna. Si rinviene in prossimità di zone umide, presso corsi d’acqua, rive di ruscelli, ai bordi di paludi e fossati. Tuttavia, per la maggior parte viene coltivata a scopo commerciale, specialmente in Cina, Corea e Giappone, paesi che oggi contendono il primato all’America come maggior produttore mondiali di menta piperita.

In Europa la menta, grazie al clima temperato favorevole alla sua crescita, viene coltivata in particolare nei Paesi dell’Est, così come anche in Inghilterra, Francia, Germania e Italia.

Coltivazione: terreno e clima ideali

La menta predilige terreni leggeri, permeabili, ricchi di humus e leggermente acidi. Non ama il gelo, ma nemmeno un’esposizione troppo assolata. L’ideale è la mezz’ombra, meglio se a ridosso di muretti che possono proteggerla dal gelo invernale.

La coltivazione della menta non richiede particolari cure, è sufficiente eliminare quelle parti eventualmente rinsecchite e liberare i cespi dalle erbe infestanti. Ogni tanto è bene controllare che non vi siano parassiti. Anche per la menta, come per quasi tutte le altre aromatiche, occorre evitare i ristagni di acqua nelle radici. Nel periodo invernale si potrà effettuare una pacciamatura per proteggere le parti ipogee da eventuali gelate e dal freddo eccessivo.

Moltiplicazione e sesto d’impianto

Trattandosi di un ibrido, la piperita risulta sterile; pertanto la riproduzione può essere solo agamica, cioè asessuale, quindi l’incremento della produzione avviene a mezzo di talee stolonifere.

Dal secondo anno la menta emette molteplici stoloni che è bene diradare per non compromettere le qualità organolettiche della pianta. Questi potranno poi essere impiegati per la riproduzione.

Gli stoloni (possono essere utilizzati anche quelli del primo anno) vanno staccati dalla pianta madre, preferibilmente nel mese di marzo o aprile, e la loro lunghezza dovrebbe essere di 10/15 cm; andranno poi prontamente interrati, disposti a file distanziate di almeno 40 cm. La densità ottimale è stimata attorno alle 15 piantine massimo per metro quadro.

Irrigazione e concimazione

Dato che la menta predilige zone umide, bisognerà accertarsi che il terreno sia adeguatamente bagnato. Pertanto, specialmente nel periodo estivo, sarà bene irrigare periodicamente lasciando scorrere l’acqua sul suolo evitando, per quanto possibile, di bagnare le foglie.

Per la concimazione, sarà opportuno ricorrere a concimi organici ricchi di azoto e potassio, sostanze in grado di incrementare il contenuto di mentolo.

Coltivazione in vaso

La coltivazione in vaso (che puoi acquistare qui ) non si discosta molto da quella in piena terra. Anzi, segue le stesse regole. Si trapiantano gli stoloni in primavera collocandoli in un vaso ben capiente, almeno 40 cm di diametro. Si utilizzerà del terriccio friabile, leggermente acido, addizionato con sabbia e del concime organico. Il vaso andrà collocato in una zona di mezz’ombra. L’irrigazione dovrà essere costante, ma non eccessiva, evitando il ristagno nel sottovaso. 

Il vantaggio della coltivazione in vaso sta nel fatto che con questa pratica, contrariamente alla coltura in orto o in giardino, è possibile contenere il diffondersi incontrollato della menta.

Malattie e parassiti

La menta è soggetta all’attacco di varie specie di miceti che possono deteriorare le radici e/o le foglie o i vasi linfatici, secondo il tipo di microorganismo fungino con cui viene a contatto, situazione favorita dal ristagno di acqua nelle radici. Questa condizione fitopatologica può portare all’avvizzimento della pianta.

Un’altra forma di aggressione può avvenire ad opera di lepidotteri e coleotteri che depositano le loro lave sulle foglie; una volta sviluppate, queste si ciberanno dei tessuti del vegetale compromettendo il raccolto.

Raccolta e conservazione

menta piperita orto

Della menta si utilizzano principalmente le foglie.
La raccolta si effettua, generalmente, due volte all’anno nel periodo estivo, anticipando la prima fioritura. Gli steli vanno recisi rasoterra. La menta, essendo una pianta molto rigogliosa, rigetterà i germogli velocemente.

Per la conservazione si ricorre all’essiccazione che deve avvenire in luogo ombroso e ventilato. Gli steli, riuniti in mazzetti, possono essere legati e messi a seccare appesi in luogo adatto: caldo, asciutto e ventilato. Dopo tre o quattro giorni le foglie, ben essiccate, si staccheranno facilmente dallo stelo e potranno essere conservate in un vaso di vetro.

Proprietà e usi

La menta piperita vanta un impiego notevole; viene utilizzata dall’industria alimentare, dolciaria, liquoristica, farmaceutica e cosmetica.

Nella fitoterapia svolge attività analgesica, digestiva e balsamica contro raffreddori e affezioni delle prime vie respiratorie, è antispasmodica, stimolante del sistema nervoso centrale e tonificante. Ad uso topico viene impiegata in unguenti per massaggi o per applicazioni locali come leggero anestetico e come rinfrescante.

Le foglie essiccate, sbriciolate e cosparse sui cibi, oltre ad aromatizzarli, li rende più digeribili, mentre l’infuso calma i dolori di stomaco dovuti ad una cattiva digestione.

Anche fresche le foglie trovano impiego come aromatizzanti di te e tisane, sono pure utilizzate nelle macedonie e in varie ricette culinarie; famose sono le zucchine alla menta.

Curiosità

Pare che la menta impedisca al latte di cagliare, pertanto dovrebbe essere tenuta lontano dai caseifici.

Strofinata sulle mele, ritarda in modo considerevole il loro deterioramento.

Per tener lontano i roditori basta porre delle piantine di menta nei luoghi da proteggere; questi non ne sopportano l’odore, e quindi, non si avvicineranno. Per lo stesso motivo, anche alcuni parassiti degli ortaggi non sopportano l’odore della menta, pertanto la sua presenza nei pressi dell’orto, potrebbe rappresentare un buon deterrente.

Avvertenze

La menta, essendo uno stimolante della secrezione dei succhi gastrici, è controindicata in caso di acidità di stomaco (ipercloridria) e reflusso gastroesofageo.

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