Concimazione: bassa, con letame maturo nel periodo invernale; è una pianta molto rustica e non necessita di particolari concimazioni.
Quando seminare: febbraio – marzo in semenzaio, aprile – maggio in pieno campo.
Luna indicata: crescente.
Come seminare: in vasi da 10 cm di diametro interrando i semi di mezzo cm circa, oppure in pieno campo a spaglio e diradando le piantine successivamente.
Quando trapiantare: la primavera dell’anno successivo della semina.
Clima ideale: mediterraneo. Teme il gelo prolungato e non resiste a temperature inferiori a -5 °C.
Esposizione solare: pieno sole.
Sesto d’impianto: lasciare circa 1,5 metri tra le piante e altrettanto tra le file.
Sostegni: non necessari.
Mantenimento: sarchiature del terreno circostante specialmente nei primi 2 anni dall’impianto, quando la pianta di cappero soffre maggiormente la competizione con eventuali erbe infestanti.
Potatura: si esegue a febbraio togliendo eventuali parti secche o danneggiate. Tagliare i rami per favorire una vigorosa germogliazione e aumentare la produzione.
Irrigazione: scarsa; dopo i primi 2 anni di vita la pianta di cappero non necessita di irrigazioni artificiali.
Rincalzatura: non necessaria.
Pacciamatura: utile, specialmente nei primi 2 anni di vita.
Rotazione colturale: il cappero è una pianta perenne e può vivere anche per 25 – 30 anni.
Consociazioni consigliate: le piante di capperi sono buone vicine di tutti gli ortaggi.
Consociazionisconsigliate: eventuali orticole che possono creare eccessiva ombra.
Avversità principali: marciumi dell’apparato radicale se in presenza di ristagni idrici.
Insetti e parassiti: afidi.
Quando raccogliere: durante il periodo estivo si raccolgono i boccioli fiorali finché sono ancora di piccole dimensioni e risultando quindi più saporiti.
Conservazione: si possono mantenere sotto sale, oppure sotto aceto. Dopo aver disidrato i capperi sotto sale per circa 10 giorni si possono conservare anche soli in vasi di vetro.