Ciclo colturale: da marzo si susseguono fioritura, allegagione, accrescimento dei germogli, verso ottobre la pianta va in riposo vegetativo con la caduta delle foglie.
Terreno ideale: ricco, sciolto, drenate, profondo. Da evitare terreni eccessivamente calcarei e troppo sabbiosi.
Preparazione del terreno: scavare una buca leggermente più grande del contenitore dove è alloggiata la pianta.
Messa a dimora: a febbraio oppure a novembre. Una volta messa a dimora la pianta riempire lo spazio restante della buca con del buon terriccio per piante da frutto e compattare il terreno. Terriccio per alberi da frutto
Concimazione: durante il periodo invernale apportare letame maturo o stallatico pellettato.
Clima ideale: il clima ideale per la coltivazione dell’albicocco è quello collinare, caratterizzato da estati calde e da inverni rigidi, questa pianta necessita infatti di un alto fabbisogno di freddo. Resiste fino a temperature di – 12°C e a causa della fioritura precoce teme le gelate tardive.
Esposizione solare: pieno sole.
Sesto d’impianto: possiamo lasciare 5 m tra una pianta e l’altra e 5 m tra una fila e l’altra mettendo a dimora le piante sfalsate tra una fila e l’altra.
Sostegni: valutare la robustezza del fusto principale, se ancora troppo esile possiamo servirci di un palo di legno per sostenere la pianta finché non si sarà irrobustita.
Periodo di potatura: l’albicocco tollerando male i grossi tagli è preferibile potarlo nel mese di ottobre per poi rifinire alcuni tagli se necessario nel mese di febbraio.
Potatura di allevamento: nei primi anni di vita dell’albicocco è importante definire quali saranno le branche principali della pianta che potranno prendere la forma classica “a vaso” in modo da aprire bene la pianta e favorire quindi passaggio di luce e aria.
Potatura di produzione: la potatura di produzione dell’albicocco va eseguita in base alla varietà prescelta. In generale possiamo affermare che vanno eliminati ogni anno rami secchi o spezzati, rami che si incrociano tra loro o che tendono verso l’interno della pianta. I rami misti verranno selezionati mentre succhioni e polloni completamente eliminati.
Irrigazione: l’albicocco non è particolarmente esigente in termini di irrigazione, possiamo provvedere con degli interventi d’emergenza in caso di prolungati periodi di siccità. Sospendere completamente le irrigazioni nel periodo adiacente alla raccolta.
Portainnesto utilizzato: il principale portainnesto di riferimento è il Mirabolano.
Pacciamatura: utile per mantenere il suolo più umido nei periodi di maggiore caldo, possiamo effettuare la pacciamatura usando le erbe di sfalcio provenienti dall’area di coltivazione.
Coltivazione in vaso: possibile per i primi 3 – 4 anni, successivamente è consigliabile piantare in terra la pianta. Possiamo servirci di un vaso di grosse dimensioni e del buon terriccio. Irrigare molto frequentemente.
Quando raccogliere: possiamo raccogliere le nostre albicocche quando notiamo il frutto ben sviluppato e dal colore caratteristico arancio intenso. Più la drupa sarà matura e più risulterà morbida al tatto e dolce di gusto.
Utilizzi: possiamo gustare le nostre albicocche fresche appena raccolte dalla pianta oppure possiamo utilizzarle per preparare un’ottima composta fatta in casa. Molto gustoso è anche il plumcake di albicocche e yogurt di soia.
Moltiplicazione: L’albicocco viene principalmente moltiplicato partendo da seme e successivamente praticando l’innesto con la varietà desiderata.