Come seminare: interrare a circa 10 cm di profondità dei pezzi di radice provenienti da precedenti coltivazioni.
Quando trapiantare: il rafano non necessita di trapianto.
Clima ideale: mite, non ama il caldo eccessivo. Si può coltivare con successo anche negli orti montani.
Esposizione solare: pieno sole o mezz’ombra.
Sesto d’impianto: interrare i pezzi di radice lasciando almeno 40 cm tra una e l’altra.
Sostegni: non necessari.
Mantenimento: sarchiature per contrastare le erbe infestanti.
Potatura: non necessaria.
Irrigazione: media; mantenere il terreno umido senza mai creare ristagni idrici.
Rincalzatura: non necessaria.
Pacciamatura: molto utile, contrasta le erbe infestanti e mantiene il suolo maggiormente umido nei mesi più caldi.
Rotazione colturale: solitamente le radici di rafano possono restare nello stesso posto per diversi anni. Dopo la coltivazione del cren si può ripristinare il terreno seminando leguminose.
Coltivazione in vaso: possibile, utilizzando un vaso molto profondo e mediamente largo.
Avversità principali: possibili marciumi radicali se coltivato in terreni poco drenanti.
Insetti e parassiti: altiche.
Quando raccogliere: autunno – inverno dopo il terzo anno dalla messa a dimora. Si scava finché non si trovano le classiche radici; fate attenzione a lasciare dei pezzi di radice nel terreno che potranno dare vita a nuovi germogli la primavera successiva.
Conservazione: alcune settimane in frigorifero, oppure può essere anche congelato.