Il libro che ha cambiato la mia vita: Ora di Aurélien Barrau

È troppo tardi per salvare il pianeta? No, ma il tempo a disposizione è poco, e le parole non basteranno.

In Ora, libro edito da Add Editore, Aurélien Barrau, astrofisico francese, affronta la crisi climatica e ambientale formulando un’approfondita proposta di resilienza.

Il saggio, che nasce dall’appello dell’autore insieme all’attrice Juliette Binoche su «Le Monde», ci accompagna con parole semplici e concetti immediati nel valore dei piccoli gesti invitandoci, attraverso consigli quotidiani e concreti, a cambiamenti da mettere in pratica – con evoluzioni mentali oramai necessarie – aprendoci la strada alla felicità che accompagna il mutamento, facendoci sentire parte integrante del cambiamento stesso, e facendoci scoprire un vero senso di sublime nella nostra riassociazione alla natura.


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La trama: Ora. La più grande sfida della storia dell’umanità

Servono a qualcosa gli appelli? Forse no, ma quello dell’astrofisico francese Aurelién Barrau ha il dono di essere chiarissimo nella visione apocalittica del nostro futuro. Chi lo legge non lo dimenticherà facilmente: viviamo un cataclisma planetario. Riscaldamento climatico, diminuzione drastica degli spazi vitali, crollo della biodiversità, inquinamento di suolo, acqua e aria, rapida deforestazione. È troppo tardi per salvare il pianeta? No, ma il tempo a disposizione è poco, e le parole non basteranno, dobbiamo impegnarci a pungolare il potere politico per obbligarlo ad agire.

L’autore: Aurélien Barrau

Aurélien Barrau è un astrofisico francese specializzato in relatività generale, fisica dei buchi neri e cosmologia; professore all’università di Grenoble, lavora nel Laboratorio di Fisica Subatomica e Cosmologia di Grenoble (LPSC). È anche membro del Comitato nazionale per la ricerca scientifica (CoNRS) nella sezione di fisica teorica.

Barrau, come scrive lui stesso nella prefazione, non è un ecologo. Il grido d’allarme che lancia con il suo nuovo libro non ha quindi alcuna pretesa di esaustività né di rigore accademico. L’autore, spiega, diffonde questo appello come abitante della terra e membro della tribù dei viventi, cercando di raggiungere con un linguaggio semplice alcune possibili soluzioni e riflessioni, in mezzo a tanti altri saggi più autorevoli e ponderati.

di fronte alla più grande sfida dell'umanità, la politica deve agire con fermezza e tempestività

Recensione di Ora: il libro che ha cambiato la mia vita

Veniamo al dunque: perché ho scelto di proporvi proprio questo come primo libro recensito su Pianeta di Riserva?

Tra le pagine di Ora è contenuta tutta la passione e il sentimento con cui anche noi della redazione di Pianeta di Riserva portiamo avanti il nostro progetto, cercando di essere nel nostro piccolo un contributo per portare coscienza ambientale e maggiore consapevolezza nella comunità.

Ora è il primo saggio che, da ecologista pigra, ha portato dei radicali cambiamenti nella mia vita con semplicità e senza pressioni o sensi di colpa.

Infatti, tra le pagine del libro, Barrau confessa che anche lui soffre la contraddizione di predicare bene e razzolare male, invitando comunque a muoversi almeno nella direzione giusta, ciascuno facendo il possibile per contribuire quantomeno a non peggiorare la situazione già oltremodo compromessa del nostro pianeta.

L’autore, senza voler impartire lezioni nè ereggersi ad esempio, ammette di non sfuggire ad alcuni simbolismi che denuncia – mangiare meno carne, limitare i propri spostamenti e i propri consumi – focalizzandosi non sull’incoerenza accusata dai detrattori ma sugli ampi margini di miglioramento in ciascuno di noi.

In questo libro poi l’astrofisico, seppur senza dilungarsi in un saggio politico, sperimentando su se stesso la debolezza umana e la non consapevolezza dei più necessaria a optare per scelte benefiche per la collettività, invoca misure politiche che vadano oltre la semplice volontà individuale, fondamentale oggi più che mai per un’evoluzione profonda quanto inevitabile.

Nella parte finale del saggio, Barrau articola quella che è la proposta per un riallineamento sistemico sulle priorità di un futuro di resilienza, terminando con un “epilogo quasi filosofico” in cui l’autore sintetizza con estrema poesia quanto detto fino ad ora, da leggere e rileggere.

20 piccoli gesti per diminuire il proprio impatto ambientale

Non possiamo più perseguire una politica che favorisca la crescita consumistica, limitandoci a chiedere alle generazioni future di fare sforzi che noi non abbiamo fatto, spiega Barrau.

Oggi ognuno può fare la propria parte, e mettere in pratica questi 20 “piccoli gesti” quotidiani per migliorare il proprio stile di vita diminuendo il proprio impatto ambientale:

  1. meno spostamenti motorizzati;
  2. meno acquisti nei centri commerciali;
  3. meno prodotti trasformati;
  4. meno acquisti sui siti caratterizzati da pratiche irresponsabili che uccidono il commercio di prossimità e fuggono dalle tassazioni nazionali;
  5. preferire prodotti locali;
  6. meno carne;
  7. più “biologico” per chi può;
  8. risparmiare acqua;
  9. diminuire l’uso di prodotti chimici;
  10. diminuire il riscaldamento e la climatizzazione degli ambienti;
  11. meno rifiuti;
  12. boicottare gli imballaggi di plastica;
  13. più raccolta differenziata;
  14. più condivisione;
  15. maggiore ripartizione delle risorse;
  16. cambiare con meno frequenza gli oggetti tecnologici;
  17. più acquisti usati e di seconda mano;
  18. riparare le cose piuttosto che cambiarle;
  19. boicottare le imprese che usano pratiche sociali brutali;
  20. rispetto degli habitat degli animali.

Considerazioni finali

Indubbiamente un libro per sognatori, consapevoli che non tutti i punti trattati nel libro possono trasformarsi in realtà. Eppure necessario per tentare oggi di mettere in dubbio ciò che fino ad ora non è stato neanche dubitabile: smettere di vedere la natura come semplice risorsa, pensare al di là dei nostri interessi a breve termine e rovesciare il senso stesso di ciò che viene indubbiamente percepito come migliorativo. La sfida è immensa, non commensurabile con nessun’altra: se perdiamo questa battaglia, nessun’altra potrà essere portata avanti.

La speranza di Barrau davanti alla catastrofe in corso è che, costretti ad inventare un nuovo rapporto con la natura, dall’interno, saremo anche costretti ad inventare un altro rapporto con i nostri simili. Sarà forse la necessità ecologica l’origine del rinnovamento sociale tanto atteso? Abbiamo tutto da perdere, ma potremmo anche guadagnare ciò che sembra irraggiungibile.

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