L’orto senz’acqua: trama e recensione

Coltivare bio per risparmiare acqua, petrolio e lavoro: trama, recensione e analisi del primo libro in Italia ispirato ai lavori di Gilles Lemieux e alla definizione di cippato di ramaglie fresche

Le prime pagine di “L’orto senz’acqua” cominciano con una domanda che molti agricoltori si pongono ogni giorno: fino a quando l’uomo potrà continuare, senza criterio, a prelevare l’energia dalla biosfera del pianeta per il suo beneficio esclusivo?

Il percorso che ci propone Jacky Dupety per tornare a vivere in armonia con la natura non viene da qualche filosofo bucolico nostalgicamente legato al passato ma, al contrario, da un approccio scientifico ben radicato nel presente che si pone l’obbiettivo di sperimentare uno stile di vita sostenibile.

La trama di L’ orto senz’acqua. Coltivare bio con il cippato per risparmiare acqua, petrolio e lavoro

Il cippato di ramaglie fresche è una tecnica ecologica di coltivazione che consiste nell’arricchire il terreno con ramaglie sminuzzate in modo da apportare sostanza organica, migliorare la struttura e aumentare la ritenzione idrica. I terreni così trattati consentono di coltivare ortaggi e cereali senza bisogno di trattamenti chimici né di irrigazione e riducendo al minimo le lavorazioni. Senza contare che, grazie al maggiore contenuto di sostanza secca, gli ortaggi risultano più ricchi di elementi nutritivi, più gustosi e di più facile conservazione.

Il volume racconta in modo chiaro e completo come applicare il cippato nel proprio orto e le varie sperimentazioni che ne hanno dimostrato la validità non solo ecologica, ma anche economica

Completa il volume un resoconto delle prime esperienze dell’applicazione del cippato di ramaglie fresche in Italia, con un indirizzario utile a cui rivolgersi.

L’autore: Jacky Dupety

Jacky Dupety vive e lavora in Francia. Dopo essersi occupato di educazione per molti anni, nel 1999 è tornato alle proprie radici contadine per dedicarsi completamente all’agricoltura senza uso di prodotti chimici.

Nel 2003 ha importato la tecnica del cippato di ramaglie fresche (Brf) in Francia, diventando uno dei massimi esperti internazionali del metodo che promuove attraverso corsi di formazione e le attività dell’Avebrf, l’associazione internazionale fondata insieme a Jean Latta.

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“Questa primavera mentre arrancavo ancora nella morsa dell’inverno un albero mi disse: guardami meglio e capirai!” Jacky Dupety, L’ orto senz’acqua. Coltivare bio con il cippato per risparmiare acqua, petrolio e lavoro

Recensione del primo manuale sul cippato di ramaglie fresche

Con questo manuale nella propria libreria, le ramaglie da scarto diventano risorsa.

Jacky Dupety, contrariamente a quanto fa il pensiero dominante, è uno di quei rari uomini che cercano di capire, e osserva che i cambiamenti rilevati dimostrano che le attuali conoscenze scientifiche agricole sono insufficienti, se non errate, comportando grandi rischi per l’uomo e l’ambiente. Infatti, se in Europa i processi di degradazione ambientale portati da metodi di agricoltura tradizionale come il rullo compressore sono minimi all’occhio umano, diventano drammatici se applicati in ambienti aridi, portando alla sterilizzazione dei suoli spesso anche in una sola stagione di coltivazione.

Sorge quindi spontaneo pensare che, se i fatti sono in così forte contraddizione con la spiegazione, allora bisogna rivedere la spiegazione stessa, ed è per questo che l’autore si impegna in prima persona a proporre scelte alternative che provino a rovesciare le attuali tendenze agricole.

Il cippato di ramaglie fresche, un’antica tecnica agricola di cui si trova traccia in testi del XVII secolo, viene così rivista in questo libro con nuove ed innovative teorizzazioni che prendendo in considerazione la pedogenesi e la vita del suolo. In questo contesto, i lavori e le ricerche del professor Gilles Lemieux, potrebbero portare ad una vera “rivoluzione verde” in cui la filosofia del vivente e della biologia scavalca il ben radicato e mortifero pensiero fisico-chimico.

Dupety, tra le pagine del suo manuale, sottolinea poi con grande senso del vero che il cippato di ramaglie fresche, per quanto sia una tecnica ed un materiale incoraggiante, non sia né la soluzione già pronta né la panacea per curare l’agricoltura malata. Sarebbe pericoloso crederlo.

Tuttavia instaurare una nuova relazione con la terra coltivata diventa oggi necessario e questa tecnica intessuta di domande, con motivazione e determinazione, potrebbe portarci a trovare le risposte per essere pionieri di una nuova promettente agricoltura globale.

Cinque buoni motivi per approcciarsi alla tecnica agricola del cippato

I trucioli di legno utilizzati come pacciamatura o incorporati nel suolo, favoriscono e ricreano l’attività biologica del suolo inducendo l’idea di un approccio vivente all’agricoltura.

 Ecco quindi quattro buoni motivi per usare il cippato di ramaglie fresche nel vostro orto:

  1. Migliora la struttura e la granulometria dei suoli, nonché il potere di ritenzione idrica.
  2. Consente di accumulare i nutrienti necessari alle piante, mantenendoli disponibili fino al bisogno.
  3. Risponde in modo concreto e naturale alla crisi che sta affrontando oggi l’agricoltura convenzionale.
  4. Permette di convertire gli scarti vegetali da rifiuti a materiale nobile. È una delle vie più promettenti per assicurare ai produttori agricoli una maggiore indipendenza economica.
  5. Permette un notevole risparmio idrico per orti di medie e grandi dimensioni.

A chi lo consiglio

Un manuale, a tratti filosofico, che consiglio a coloro che cercano l’armonia con l’ambiente piuttosto che il suo sfruttamento e che, lavorando l’orto in questo periodo di crisi agricola, sanno ancora essere capaci di interrogarsi e credere in un approccio fino a pochi anni fa impensabile, ovvero in un’agricoltura capace simultaneamente di produrre energia, di autogestire il suo fabbisogno idrico, di essere rispettosa dell’ambiente e di produrre cibi di qualità.

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