Come coltivare il melograno: tecniche e consigli

Punica granatum, conosciuto come melograno, è una pianta che appartiene alla famiglia delle Lythraceae.

Negli ultimi anni, in Italia, la sua coltivazione sta destando molto interesse come mai era avvenuto prima, per l’abbellimento di giardini ma soprattutto per la sempre maggiore richiesta del suo frutto, la melagrana, particolarmente ricco di vitamina A, vitamina C, sali minerali e antiossidanti.

Origine della pianta di melograno

L’origine di questo albero è molto antica: veniva infatti coltivato già qualche millennio fa nell’intero comprensorio della Macchia mediterranea e in altre regioni dell’India settentrionale.

Rispetto a molte altre piante da frutto, la coltivazione di questa specie risulta particolarmente semplice. Essendo il melograno una pianta tipicamente rustica e molto resistente, basta rispettare alcune regole di base per ottenere una pianta vigorosa e in totale benessere.

Fioritura del melograno

Un notevole pregio dell’albero di melograno sta nei suoi bellissimi fiori: ecco spiegato l’abbondante utilizzo da parte di appassionati anche per scopi ornamentali.

A partire dalla tarda primavera, quando tutte le altre piante da frutto hanno già superato la fase della fioritura, fiorisce anche il melograno, che continua a produrre fiori fino a inizio estate. Sarà poi la pianta stessa a decidere, in base al proprio stato di salute e al proprio benessere, quanti fiori mantenere da trasformare in frutti per poi portare a maturazione e quanti altri invece far cadere.

I frutti della pianta di melograno maturano nel mese di ottobre, posticipando la completa maturazione a novembre in caso di fresche primavere o in particolari zone d’Italia dove le estati possono essere miti, come in alcune zone collinari del centro Italia o premontane nell’Italia settentrionale.

La melagrana, di forma tondeggiante e dalla buccia color verdino-rosa-rosso (a seconda della varietà), può raggiungere i 12 cm di diametro e superare 1 kg di peso. Al suo interno sono contenuti i semi, dal colore rosso vivo tendente al rubino e dal sapore più o meno acidulo a seconda della varietà. I semi possono essere utilizzati in cucina per la preparazione di gustosissime ricette o da abbinare ad altri frutti per la preparazione di estratti, oppure semplicemente consumati così come si trovano.

Coltivazione della pianta del melograno

Come già accennato in precedenza, la coltivazione di questa pianta non richiede particolari abilità: si può coltivare ad albero classico o ad arbusto, vista la particolarità di questa pianta che spesso fa nascere polloni dalla zona basale del tronco e dalle radici.

In condizioni ottimali, questa resistente pianta non si ammala quasi mai, anche se sono note alcune patologie del melograno che possono subentrare in specifici casi, ma abbastanza rari, oppure l’insorgenza di alcuni insetti dannosi per il melograno.

Predilige un’esposizione a pieno sole e resiste molto bene anche a terreni aridi e siccitosi, mentre non è adeguata la coltivazione di questo albero in presenza di terreni poco drenanti o con ristagni d’acqua, i quali potrebbero causare patologie alle radici e compromettere la giusta maturazione dei frutti.

Tollera bene anche terreni calcarei e con poche sostanze nutritive: infatti, anche sotto il punto di vista delle concimazioni, non è una pianta particolarmente esigente.

In caso di estati particolarmente aride e siccitose è bene provvedere a delle irrigazioni di supporto affinché i frutti maturino costantemente senza squilibri idrici, soprattutto nei primi anni di vita della pianta, quando l’apparato radicale non è ancora completamente formato, o in caso di coltivazione in vaso.

L’altezza massima di questa pianta è di circa 3 metri, anche se non è raro trovare casi di alberi con altezza leggermente superiore.

Per quanto riguarda il clima invernale, la pianta del melograno resiste bene a lievi gelate mentre inizia ad accusare sofferenza se la temperatura scende al di sotto dei -10°C.

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