Come coltivare il cachi: tecniche e consigli

Il cachi, o kaki, è un albero da frutto che appartiene alla famiglia delle Ebenacee e al genere dei Diospyros.

Ha guadagnato il soprannome di “albero della pace”, in virtù del fatto che alcuni alberi riuscirono incredibilmente a sopravvivere ai bombardamenti atomici di Nagasaki.

Origine dell’albero di cachi

Originario della Cina e dell’Asia orientale, il cachi è una delle piante da frutto conosciute dall’uomo fin dall’antichità; infatti i suoi frutti venivano consumati in Cina più di 2000 anni fa.

Anche in Italia, a partire dal secolo scorso, questa pianta ha avuto una notevole espansione, soprattutto in Campania e in Romagna, con veri e propri frutteti specializzati.

Tuttavia il cachi trova un notevole spazio anche all’interno di corti e giardini, coltivato sia per l’abbellimento degli stessi che per la produzione e il consumo dei suoi particolari frutti: i cachi.

Caratteristiche del cachi

L’albero, tradizionalmente molto longevo, raggiunge facilmente i 7 – 8 metri d’altezza se lasciato crescere liberamente. Il suo accrescimento è abbastanza lento, ma favorito dalla tipica rusticità di questa pianta che generalmente soffre molto raramente di parassiti o malattie.

Questo pregio favorisce la coltivazione biologica, risultando quindi un’ottima pianta da coltivare senza particolari conoscenze, nel rispetto totale dell’ambiente e ottenendo un frutto del tutto naturale.

La chioma, generalmente di forma globosa e dal fogliame molto fitto, garantisce molta ombra per tutto il periodo estivo, favorendo la nidificazione di molte specie di uccelli tra i suoi rami. Se l’albero viene inserito in un contesto ornamentale, e si vuole completare l’abbellimento del proprio spazio verde, al di sotto della chioma del cachi è opportuno scegliere piante di piccole dimensioni o fiori adatti alla coltivazione in assenza di sole. Un ottimo suggerimento è quello di coltivarci delle ortensie, ad esempio.

Fiori e frutti della pianta di cachi

I fiori, caratteristici per la corolla verde a quattro lobi, crescono sui germogli dell’anno. La fioritura, che avviene solitamente in maggio, a differenza di molte altre piante da frutto, sfugge tranquillamente a possibili gelate tardive, particolare importante che rende ulteriormente facilitata la coltivazione di questa pianta.

Una pianta singola, in età adulta, produce tranquillamente fino a 200 Kg di cachi, di color arancione e dal diametro che possono raggiungere gli 8 cm.

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I frutti possono essere eduli fin dal momento della raccolta, oppure astringenti; in questo caso diventano mangerecci solo dopo la raccolta, quando la polpa si è intenerita. Questa differenza dipende dal fatto che esistono varietà di cachi a soli fiori femminili, con stami maschili abortiti, quindi i frutti si sviluppano per partenocarpia, cioè senza semi.

Questa varietà porta a frutti astringenti, consigliata nel caso si volesse piantare un solo albero di cachi nel proprio giardino o frutteto, per la netta superiorità e qualità in termini gustativi a quelli, con semi, della stessa varietà.

Se invece nel frutteto o vicino alla pianta di cachi fosse presente un’altra varietà di cachi, il fiore in questo caso viene impollinato classicamente dagli insetti predisposti, e la polpa del frutto conterrà i semi e sarà mangereccio già dal momento della raccolta.

Esiste inoltre un’altra varietà, chiamata “cachi mela”, con frutti eduli e dalla polpa compatta, ma in Italia è poco diffusa per la sua sensibilità alle gelate.

Dove coltivare le piante di cachi

La pianta di cachi, tradizionalmente considerata una specie sub tropicale, vanta tuttavia anche alcune varietà che sopportano bene temperature minime di -15°C. Oltre queste temperature esiste il rischio concreto che le gemme miste subiscano notevoli danni, fino ad arrivare alla morte di intere branche.

Nei confronti del terreno, questo albero da frutto conferma la propria rusticità, essendo poco esigente e adattandosi molto bene a quasi tutti i tipi di terreno, seppur preferendo suoli fertili, sciolti e areati.

Teme invece terreni umidi, dove le piante possono andare soggette a marciume radicale.

Come coltivare il cachi: suggerimenti utili

La piantagione, come avviene per le altre piante da frutto, si effettua in autunno dopo la caduta delle foglie, oppure dopo le gelate invernali, quando il suolo torna ad essere più morbido e quindi lavorabile.

Prima dell’acquisto, è opportuno chiedere al proprio vivaista alberi innestati su Diospyros lotus, se coltivati nel nord Italia, in virtù dell’elevata resistenza al freddo di questo portinnesto.

Nel sud Italia invece, si può utilizzare come portinnesto anche Diospyros virginiana, che però è soggetto a generare polloni radicali, da tagliare man mano che spuntano dal terreno.

L’innesto su D. lotus solitamente si esegue nel mese di febbraio, a spacco o a triangolo, a circa un metro d’altezza per avere successivamente una pianta più resistente al freddo.

frutteto-alberi-cachi

In caso si volessero piantare più alberi nel proprio frutteto, oppure creare una vera e propria piantagione di cachi, la distanza da rispettare tra una pianta e l’altra è di minimo 7 metri.

Prima della messa a dimora della pianta è opportuno scavare una buca di discrete dimensioni, provvedendo anche alla concimazione.

Al momento del trapianto va ricordato di mantenere il colletto della pianta al di sopra del terreno, cercando di mantenere il fusto il più dritto possibile comprimendo coi piedi la terra adiacente al tronco. Per favorire l’attecchimento è poi importante annaffiare il terreno.

Negli anni successivi, invece, questa pianta tollera bene periodi di siccità. È comunque consigliabile provvedere con irrigazioni saltuarie in caso di estati particolarmente siccitose.

Potatura della pianta di cachi

Per quanto riguarda la potatura di questo albero da frutto, durante l’allevamento, deve essere sempre molto leggera, per contenere l’elevata vigoria della specie e la tendenza a perdere un numero considerevole di frutti durante l’estate.

Questo evento, chiamato “cascola”, caratteristico di questo albero da frutto, può interessare fino al 40% dei frutticini, rendendo così il raccolto meno soddisfacente delle aspettative.

La potatura del cachi va quindi commisurata alle effettive capacità produttive della pianta.


Malattie e insetti dannosi non sono frequenti, ma tuttavia estati particolarmente umide o condizioni particolari possono innescare processi sfavorevoli per la pianta di cachi, che trovandosi quindi in uno stato debilitato potrebbe essere attaccata da varie patologie.

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