Periodo di fioritura: la pianta del Fico d’India fiorisce tra maggio e giugno.
Varietà principali: possiamo suddividere le varietà dei fichi d’India in base alla colorazione della polpa del frutto, polpa di colore chiara (giallo e arancione) identificano la varietà sulfarina, polpa di color rosso porpora identifica la varietà sanguigna mentre la polpa di colore bianco identifica la varietà più pregiata che prende il nome di muscaredda.
Ciclo colturale: il fico d’India è una pianta sempreverde che presenta la fioritura a primavera inoltrata, successivamente i fiori si trasformeranno in frutti.
Terreno ideale: il fico d’India si adatta a terreni impervi e poco fertili dove altre piante da frutto non potrebbero sopravvivere. Anche la presenta di sassi o rocce non presenta un ostacolo per la coltivazione di questa pianta. Se coltivato nel giardino di casa possiamo comunque impiantare il fico d’India servendoci di terriccio fertile.
Preparazione del terreno: scavare una buca leggermente più grande del contenitore dove è alloggiata la pianta.
Messa a dimora: possiamo mettere a dimora la nostra pianta di fico d’India a inizio primavera, scongiurate eventuali gelate tardive. Terriccio per cactacee.
Concimazione: questa pianta esteticamente molto bella non necessita di particolari interventi di concimazione, possiamo tuttavia apportare durante il periodo invernale una moderata quantità di letame maturo o stallatico pellettato
Clima ideale: il clima ideale per la coltivazione del fico d’India è quello Mediterraneo caratterizzato da estati molto calde e inverni con temperature minime che non scendono sotto i °5. Se coltivato al nord Italia meglio proteggere la pianta durante la stagione fredda con del TNT.
Esposizione solare: pieno sole.
Sesto d’impianto: possiamo lasciare 4 m tra una pianta e l’altra e 5 m tra una fila e l’altra mettendo a dimora le piante sfalsate tra una fila e l’altra. Se invece volgiamo mettere a dimora una sola pianta in giardino per scopi estetici dovremo aver la cura di scegliere un angolo esposto in pieno sole.
Sostegni: il fico d’India non necessita di sostegni in quanto i grossi e spessi fusti (pale) che formano la pianta si sorreggono autonomamente.
Periodo di potatura: possiamo potare il fico d’india finita la stagione invernale.
Potatura di allevamento: il fico d’india durante i suoi primi anni di vita può essere potato in modo da fargli assumere una forma a cespuglietto o a vaso.
Potatura di produzione: per mantenere la pianta in salute e ordinata possiamo effettuare una semplice potatura del fico d’India, ovvero rimuovendo solamente pale rotte o danneggiate o pale che si toccano l’un l’altra.
Irrigazione: il fico d’India resiste bene anche a prolungati periodi di siccità, possiamo comunque provvedere con degli interventi d’emergenza in caso di prolungati periodi con assenza di piogge per garantire un raccolto di maggiore qualità.
Portainnesto utilizzato: il fico d’India non necessita d’innesto.
Pacciamatura: utile per mantenere il suolo più umido nei periodi di maggiore caldo, possiamo effettuare la pacciamatura usando le erbe di sfalcio provenienti dall’area di coltivazione.
Quando raccogliere: possiamo raccogliere i nostri fichi d’India a partire da agosto a scalare fino a tutto settembre. Noteremo i frutti maturi grazie al colore della buccia che da verde assumerà colori tipici della varietà prescelta (rosso, arancione, bianco).
Utilizzi: possiamo gustare i nostri fichi d’India appena raccolti dalla pianta (link guanto, raccoglitore o spela fico vedi che c’è) oppure possiamo utilizzarli per la preparazione di gustosi estratti alla frutta e verdura.
Moltiplicazione: il fico d’India può essere moltiplicato partendo da seme ma per comodità conviene moltiplicando usando il metodo della talea. Basterà prelevare un pezzo di fusto (pala) e interrarla per metà nel posto desiderato, tenendo bagnato il terreno nel giro di qualche mese si svilupperanno le radici e dopo 2 anni la pianta entrerà in produzione.