Coltivazione del ravanello: tecniche e consigli

Raphanus sativus, comunemente conosciuto come ravanello, o rapanello, è una pianta che appartiene alla famiglia delle Brassicaceae.

Questa coltura erbacea resiste bene ai parassiti ed ha un ciclo culturale molto breve, infatti in poche settimane dal momento della semina si possono già raccogliere i primi rapanelli. Queste caratteristiche fanno di questa pianta una cultura immancabile negli orti di tutti gli appassionati, anche di quelli meno esperti, che con poche accortezze riusciranno comunque ad ottenere risultati soddisfacenti in tempi molto brevi e con metodi completamente biologici.

Esistono diversi tipi di ravanelli: le varietà a radici piccole e tonde, a radice allungata o ancora altre varietà a radice gigante. Anche per quanto riguarda il colore della radice ci sono delle differenze a seconda della varietà: possono infatti essere rosse, bianche o bianche e rosse.

Terreno ideale e concimazione

Prima della semina del ravanello è opportuno smuovere il terreno rendendolo sciolto e drenante. Una profonda vangatura permetterà al suolo di raggiungere queste importanti caratteristiche, che permetteranno alle piante di crescere velocemente e senza problemi.

Se l’appezzamento di terreno dove andremo a coltivare i rapanelli presenta caratteristiche meno favorevoli, come ad esempio un suolo particolarmente compatto e duro, è necessario mescolare al terreno della sabbia, rendendolo quindi più fertile.

Durante la vangatura invernale è consigliata anche una concimazione di fondo, che si potrà effettuare con del letame maturo o dello stallatico pellettato, senza mai però esagerare, perché un eccesso di azoto nel terreno potrebbe indurre ad un’eccessiva vegetazione della parte aerea del ravanello a discapito della radice, che è quella che interessa al coltivatore.

Quando e come seminare

Il ravanello si può seminare a partire dal mese di marzo fino ad agosto, è possibile quindi effettuare delle semine a scalare a intervalli di 2 – 3 settimane, secondo le esigenze personali. Le semine estive devono avvenire in posizioni fresche e ombreggiate; infatti, con temperature troppo alte e esposizioni in pieno sole, i ravanelli tendono a fiorire prematuramente, risultando disidratati e presentando un sapore aspro.

I ravanelli si seminano direttamente in orto, eseguendo dei piccoli solchi profondi 1 cm dove si potranno far cadere i semini in modo rado, in maniera che non si tocchino tra loro, per poi ricoprire i solchi con l’aiuto della costa del rastrello o della zappa.

Sesto d’impianto

Solitamente, per favorire le operazioni di mantenimento, si semina rado lungo delle file distanziate tra loro circa 20 cm. Alcuni coltivatori preferiscono seminare a spaglio per poi diradare eventuali rapanelli nati troppo appaiati.

Clima ideale e esposizione solare

Temperature miti con giornate soleggiate sono la condizione ideale per coltivare il ravanello. Nelle semine primaverili si potranno quindi scegliere appezzamenti di terreno esposti in pieno sole, mentre nei mesi estivi, come abbiamo visto prima, sarà essenziale destinare a questa cultivar posizioni meno assolate e calde.

Dopo la raccolta degli ultimi rapanelli nel mese di ottobre, si dovrà aspettare fino alla primavera successiva per effettuare nuove semine, essendo questa una pianta non compatibile con le rigide temperature invernali.

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Mantenimento delle piante

Mantenere in condizioni ottimali la coltivazione di rapanelli non è un compito difficile, aiutati anche dal breve tempo in cui la pianta impiega per divenire pronta al consumo. In queste settimane gli interventi manutentivi saranno mirati nella sarchiatura delle erbe infestanti, che potrebbero coprire e far ombra alla coltivazione e rubare preziose sostanze nutritive del terreno.

Anche degli interventi diradatori sono da eseguire ogni volta che si presenta la necessità, al fine di mantenere le piantine non troppo vicine l’una all’altra preservando per ognuna un adeguato spazio vitale indispensabile per raggiungere buone dimensioni.

Irrigazione ideale

L’apporto idrico al ravanello va commisurato a seconda del periodo in cui viene seminato, l’importante è non eccedere mai troppo con l’acqua perché un’elevata umidità nel terreno potrebbe favorire un intenso sviluppo fogliare a discapito della radice. Viceversa, bisogna evitare lunghi periodi di siccità, che potrebbero rovinare l’intera coltivazione rendendo piccante e eccessivamente amaro il gusto dei ravanelli.

Consociazione

I ravanelli si possono coltivare in concomitanza a tutti gli altri ortaggi, particolarmente indicata sembrerebbe la vicinanza alla lattuga che permetterebbe alla radice di questo ortaggio di assumere un sapore meno piccante.

Quando raccogliere i ravanelli

I ravanelli, vantano uno dei cicli culturali più rapidi rispetto tutti gli altri ortaggi. Solitamente, infatti, dopo 30 – 40 giorni sono pronti al consumo. Si possono sfoltire le piante via via che la radice diviene di buone dimensioni, ricordandosi di raccogliere i ravanelli quando sono ancora giovani e teneri.

Anche la parte fogliare del ravanello è commestibile: vanta un ottimo contenuto di ferro e risulta gradevole mescolata con insalate.

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