Come creare un orto, differenza tra seminare e trapiantare orticole

Meglio comprare una bustina di semi o acquistare le piantine da orto da trapiantare?

Come si interpretano le indicazioni riportate sulle bustine dei semi?

Come si mette a dimora una piantina comprata al vivaio?

Il caldo nuoce alla pianta come il freddo?

I semi hanno una scadenza?

In questo articolo daremo risposta a queste domande paragonando anche diversi approcci per creare un orto da zero e valutando le diverse possibilità.

Creare un orticello sotto casa ormai è cosa comune, la sostenibilità e il mangiar sano sono argomenti importanti per molte persone, risponde alle domande sopra elencate troverete spunti e consigli su come gestire al meglio alcuni lavori fondamentali da svolgere in orto assicurandovi ottimi raccolti e belle soddisfazioni!

Temperatura ideale e luce disponibile per germinazione piante

Le domande poste nell’introduzione sono importanti e nel dare a queste la giusta risposta dipende buona parte del successo della nostra coltivazione di ortaggi.

Due sono i fattori ambientali da tenere presenti e che non dipendono dalla nostra abilità nello scegliere o preparare il terreno: la temperatura e la quantità di luce disponibile.

Per temperatura intendiamo sia quella del terreno sia quella dell’aria, specie nei picchi minimi e massimi.

La temperatura del terreno dipende dalla temperatura dell’aria ovviamente, ma con differenze significative tra terreni più caldi e più freddi, per via della differente inerzia termica tra diversi tipi di terreno vale a dire la capacità di trattenere i raggi del sole.

I terreni più scuri si scaldano più velocemente dei terreni chiari. Ovviamente questo delta è minimo nelle coltivazioni in vaso dove la temperatura del terreno e quella ambientale sono quasi coincidenti.

La temperatura giusta è importante perché sotto un certo valore il seme semplicemente non germina e la pianta non cresce.

Anche la quantità di luce è fondamentale per il successivo sviluppo della pianta. Se per esempio viene indicato il mese di maggio per la semina vuole dire che in quel mese e in quelli immediatamente successivi non solo il seme germinerà senza rischiare di affrontare gelate notturne, ma le giornate saranno abbastanza lunghe per far vegetare la pianta in salute.

Un esempio di scarso fotoperiodo credo lo abbiamo sperimentato tutti acquistando in inverno il classico vaso di basilico per avere foglioline fresche sempre a disposizione.

Dopo qualche giorno che la pianta dimora sul davanzale le foglie finiscono per ingiallire, non tanto per la temperatura del nostro appartamento quanto per le poche ore di luce a disposizione.

Creare l’orto partendo da semi o piantine

Quando acquistiamo una bustina di semi, sul retro vengono riportate informazioni preziose relative al periodo di semina rispetto alla fascia climatica, se e quando piantare direttamente in pieno campo, o quando è necessario utilizzare il semenzaio  e poi trapiantare in pieno campo.

Per la verità, la maggior parte degli ortaggi, si può seminare direttamente in pieno campo. Ma la vulnerabilità del germoglio e poi delle pianticelle, la necessità di diradare, la sensibilità rispetto l’idratazione e il controllo nei confronti dei parassiti, ci suggeriscono di seminare in un ambiente protetto e super controllato, vale a dire in piccoli vasi  con terriccio  .

Quindi trasferiremo la pianta a dimora con tutta la zolla di terra non appena questa comincia a prendere vigore e ha le forze per affrontare le prime avversità.

Nei vasi di semina avremo il terreno ideale, potremo proteggere le piantine dalle gelate notturne tardive, apporteremo il giusto quantitativo di acqua affinché il seme germini ma non marcisca.

Se ci occorrono poche piante, i piccoli vasi li possiamo recuperare, anche riciclando vasetti dello yogurt, bicchieri di plastica o altro (opportunamente forati sul fondo), ma in commercio, con spesa modesta potremo procurarci i vassoi prestampati  per razionalizzare il lavoro.

Ne esistono di diverse misure e sceglieremo in base alle dimensioni del seme e della pianta: per il basilico ci basteranno vassoi con sedi da 2×2 cm, 5×5 per i pomodori o per i cavoli, un po’ più grandi per zucchine, cetrioli, cipolle.

Al momento del trapianto, le radici avranno occupato tutta la zolla di terra, e potremo facilmente tirare fuori la pianta aiutandoci, magari, con una forchetta da cucina, quando necessario.

Sul terreno avremo disposto le dimore ben allineate e alla distanza consigliata, foreremo il terreno col trapiantatore , inseriremo la zolla e schiacceremo dolcemente il terreno intorno alla zolla affinché si crei intimità tra suolo e radici, quindi bagneremo con acqua.

A volte, però il mettere a dimora una piantina ha un altro vantaggio: quello di anticipare la stagione.

Infatti se noi seminiamo in un ambiente protetto come una serra o un semenzaio riscaldato, permettiamo alla pianta che ha già una o due settimane di vita di incontrare il pieno campo quando ci sono le condizioni climatiche ideali per quella specie o varietà, risparmiando settimane preziose. Dunque, se avremo fatto un buon lavoro, ci aspetta un raccolto precoce e una stagione produttiva un po’ più lunga.

Non solo: a volte, anticipando la coltivazione inganniamo i parassiti tipici della pianta i cui cicli vitali risulteranno sfalsati.

Ma un conto è seminare in vasi che esponiamo al sole e al massimo ritiriamo in rimessa la notte e un conto è giocare di anticipo con una serra  .

La coltivazione in serra o in tunnel richiede anche una certa esperienza da fitopatologo in quanto l’ambiente caldo umido delle serre e dei tunnel è apprezzatissimo dalle malattie funginee.

A questo punto se non siete esperti è molto più pratico acquistare le piantine in vivai specializzati. Costano qualche decina di centesimi cadauna e il “lavoro sporco” lo lasciate fare a vivaisti esperti.

differenza tra piantare e seminare

Il caldo fa male alla pianta come il freddo

Torniamo alla nostra bustina di semi, sul retro è indicato un periodo di semina che ha un inizio e un termine.

Molto spesso il periodo massimo è stabilito calcolando quanto occorre alla pianta per portare a termine la maturazione dei frutti prima dell’arrivo del freddo e dell’accorciamento delle giornate.  Ma si tiene conto anche del caldo eccessivo che si riscontra in piena estate e che non giova alla pianta: si può creare nei giorni più caldi un vero e proprio arresto vegetativo.

Piantare l’insalatina da taglio in agosto in pieno sole potrebbe risultare problematico, il seme appena germogliato letteralmente viene bruciato dal sole.

Per questo alle piante da foglia seminate in piena terra gli si dedica un angolo ombreggiato o si colloca sopra l’aiuola una rete ombreggiante  e si avrà cura di non fare mai mancare l’acqua.

A volte capita che una pianta smetta di produrre nei giorni più caldi per poi ripartire quando la stagione rinfresca.

Un classico, in questo senso, sono i fagiolini rampicanti: avrete un raccolto abbondante dai primi giorni di luglio dopodiché comincerete a vedere ingiallire le foglie, i fiori spariscono e così i fagiolini.

Continuate a bagnare, non abbandonate la coltura perché dopo qualche acquazzone e qualche giornata di fresco i vostri fagiolini potrebbero ricominciare ad arricchire minestroni e insalate.

Un altro fattore determinante è la fascia climatica nella quale è collocato il vostro orto.

A volte le indicazioni riportate sulla bustina individuano tre fasce climatiche, a volte solo un range di tempo nel quale seminare.

In Italia, per riassumere, potremmo individuare una fascia che comprende il nord Italia, una che va da Toscana al Lazio e una compresa tra Campania e Sicilia.

Si tratta di fasce climatiche solo indicative e utili per valutare soprattutto il periodo di semina primaverile e invernale.

Ad esempio in un clima mite come quello del litorale toscano potremo seminare le fave in autunno, vederle arrestarsi in inverno e ripartire di slancio in primavera giusto in tempo per essere pronte a Pasqua per la più classica delle merende campestri.

Se tentate l’operazione in una valle del cuneese otteniamo solo di buttare via tempo e semenza, mentre se semino in primavera sgranocchierò il gustoso legume all’inizio dell’estate.

Sarete comunque voi a dover interpretare la vostra “condizione climatica”.

Se vivo in Toscana, sul litorale avrò un clima particolarmente mite, nell’interno quello tipico del centro Italia ma se ho l’orto sulle alture del Casentino, il clima sarà più simile a quello delle Prealpi.

I semi scadono?

Sulla bustina delle sementi è riportata la data della campagna, vale a dire l’anno nel quale il seme è prodotto, raccolto, selezionato e confezionato e una data consigliata entro la quale utilizzare il seme. In realtà il cuore del problema è che il seme con il tempo perde di germinabilità dunque se dalla bustina nuova il 90% dei semi contenuti ha capacità di germinare, allontanandosi da quella data la capacità diminuisce gradualmente.

Ovviamente i semi che germinano sono in grado di far sviluppare una pianta sana e bella e dunque se avete dei semi “vecchi” potrete semplicemente mettere più semenza ed eventualmente diradare se la germinazione ha avuto successo o riseminare qualora fosse scarsa.

Fondamentale è conservare le bustine di semi in un luogo asciutto e buio, e questo indipendentemente dalla data di scadenza.

bazuka piantatore

Tenere un diario di campo

Un consiglio: scrivete un diario della vostra esperienza, perché le indicazioni che ricaverete da manuali, bustine di semenze, tutorial etc. sono da considerare indicative, ma ogni appezzamento ha la sua storia da raccontare, talvolta molto diversa da quello a 100 metri di distanza.

Non si tratta di fare un trattato di agronomia, ma semplici indicazioni che vi aiuteranno a ottimizzare, stagione dopo stagione, la vostra esperienza.

Di seguito un esempio: è uno stralcio del mio diario di quest’anno riferito alle zucchine.

Zucchine

  • Varietà seminata: verde chiaro di Faenza
  • Semina: in vasetti il 1° aprile.
  • Nota successiva: troppo presto, i semi hanno fatto fatica a germinare nonostante temperature del mese nella media. Provare a rinviare al 15 aprile.
  • Trapianto: 28 aprile, 8 piante in fila a 90 cm una dall’altra
  • Nota successiva: attacchi importanti da parte di lumache senza guscio. Caccia alle lumache quotidiana e rimpiazzo di tre piante compromesse con piante di riserva.
  • Raccolta: a partire dal 1° giugno. In crescendo, un giorno si e uno no, da uno a tre chili di prodotto e a decrescere da agosto. Raccolti circa 40 kg di prodotto. Da agosto compare mal bianco.
  • Nota finale: faccio una seconda semina a metà luglio dove ho tolto i piselli, inizialmente piante vigorose, ma all’inizio della produzione, prima il caldo, poi l’esplosione delle cimici non permettono il corretto sviluppo del frutto. Non credo lo rifarò l’anno prossimo. Con otto piante in stagione ho avuto prodotto più che abbondante e possibilità di conservarne una parte. Ricordarsi di tenere piante di riserva contro gli attacchi della lumaca. Ripetere il quantitativo l’anno prossimo. Acqua un giorno si e uno no concimazione con una palettata di letame in pellett per ogni pianta, valutare se tentare lo sviluppo verticale con tutore.”

Ecco svelato un pezzetto del mio diario segreto! Con un diario come questo avrete memoria anno dopo anno delle operazioni fatte e potrete confermare o correggere il tiro rispetto agli errori, potrete associare osservazioni relative al clima e alla comparsa o meno di determinati parassiti, al corretto quantitativo d’acqua richiesto in quello specifico terreno da una specifica specie di pianta, il tipo di concimazione e via dicendo.

Se ne avete voglia potrete anche condividere il diario sui “social”, per confrontarvi con altri appassionati. E ricordate, la terra è bassa, la zappa aiuta ma lo strumento più importante è sempre la testa e la consapevolezza di quanto stiamo facendo.

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